di M.G.P.
Dallo stop alle attività, in data 17 gennaio, è passato oltre un mese. Piscine dello Stadio ferme al palo, si attende la pronuncia del Tribunale di Roma, intanto entra in azione Palazzo Spada: «Il 21 febbraio 2022 il Rup ha chiesto l’intervento dell’avvocatura comunale – spiega l’assessore allo Sport Elena Proietti – per l’individuazioni delle procedure per il rientro in possesso della struttura». È quanto è emerso nel corso della seduta di Question time di giovedì pomeriggio, sul tavolo quattro diverse interrogazioni di Senso civico, Movimento 5 stelle, Partito democratico e Gruppo misto. Focus sugli sportivi, gli abbonati e i disagi che lo stop alle attività hanno causato alla cittadinanza.
Piscine dello Stadio Alessandro Gentiletti (Senso civico) ha aperto le danze chiedendo lumi rispetto «a quali situazioni hanno portato la sospensione delle attività e se queste situazioni – si legge nel testo dell’interrogazione – erano note all’amministrazione». Attenzione volta ai lavoratori, agli abbonati, agli sportivi e ai cittadini, Federico Pasculli (M5s) rincara la dose: «I dipendenti – domanda il consigliere – hanno ricevuto garanzie durante il periodo di stop?». Tiziana De Angelis per il Pd ricapitola la questione e chiede un aggiornamento sul quadro generale, così come il consigliere Valdimiro Orsini (Gruppo misto) che aggiunge anche: «Il 4 dicembre ho presentato un’interrogazione urgente e dopo più di un mese ho ricevuto una parziale risposta dall’assessore al Patrimonio il quale comunicava che la competenza della convenzione in essere tra Comune e società Piscine Stadio è della direzione Lavori pubblici e manutenzione. Per dire che avevo già sottolineato le criticità soprattutto in merito alla presenza di alcuni generatori di corrente che facevano intuire che già da tempo l’impianto non fosse collegato alla rete elettrica di distribuzione del gestore dell’energia elettrica».
Interlocuzioni e situazione atleti Risponde prontamente a tutte le interrogazioni l’assessore allo Sport: «Ci sono state delle continue interlocuzioni tra Comune di Terni e concessionario. Ogni volta che il concessionario ha chiesto l’intervento dell’amministrazione quest’ultima è intervenuta. Solo in data 18.01.22 si è venuto a conoscenza della rescissione del contratto tra concessionario e sub concessionario. Noi presumiamo che la chiusura dell’impianto è dovuta dalla sospensione delle utenze, prima stop energia elettrica e poi all’acqua». Questione sportivi: «Per quanto riguarda la ricollocazione degli atleti – continua Elena Proietti – l’ufficio sport si è messo in moto, abbiamo avuto una conversazione con i dirigenti dell’Italica e ci hanno detto che ad oggi sono sistemati».
Avvocatura e Tribunale Per quanto riguarda i lavoratori «abbiamo chiesto all’avvocatura – continua l’assessore allo Sport – di cercare nelle more di una convenzione stringente se c’è modo e maniera di rientrare in possesso della struttura per dare un aiuto al concessionario. Siamo in attesa si esprima il Tribunale di Roma su richiesta del concessionario. Tutto quello che riguarda i lavoratori, anche se è brutto da dire, non è di nostra competenza, stiamo facendo il possibile per restituire l’impianto alla popolazione quindi indirettamente è nostra cura una volta che si riattiva il servizio che tornino a ruotare intorno a questa struttura tutti i lavoratori e le famiglie». Rimangono dubbi da parte di alcuni consiglieri: «Le cose improvvise non accadono mai», dice Alessandro Gentiletti e Federico Pasculli incalza: «C’è il nodo manutenzione e gestione della struttura e la necessità di fare in modo che le attrezzature non risentano di questo inutilizzo. Quella è la più grande piscina del centro per ospitalità turistica e anche per la cittadinanza, andiamo verso la stagione estiva, dobbiamo attivarci, tutto questo porta disagi alla cittadinanza». Chiosa la discussione Orsini: «Chi doveva vigilare per conto dell’amministrazione comunale è stato a guardare».
