di Marta Rosati
Trasparenza, sicurezza e sostenibilità ambientale, con attenzione all’uomo, che passa anche per il mantenimento dei livelli occupazionali purché aumenti la profittabilità aziendale e poi ancora la necessità di investire fortemente su impianti e tecnologie a disposizione, recuperando produzioni strategiche; ma intanto almeno due mesi di tempo per conoscere nel dettaglio il microcosmo Ast, che godrà di propria autonomia e beneficerà dei propri profitti. Poi si potrà iniziare a parlare effettivamente di piano industriale. Questo in sintesi i quadro che Giovanni Arvedi, accompagnato dall’amministratore delegato Mario Caldonazzo, ha prospettato a Rsu di fabbrica e sindacati metalmeccanici, nel corso degli incontri di giovedì pomeriggio in viale Brin. Assieme ai due apicali, presenti i responsabili delle relazioni industriali e istituzionali del gruppo e della comunicazione, Giampietro Castano e Angelo Lupoli.
IL PRIMO GIORNO DEL CAVALIERE A TERNI: GUARDA IL VIDEO
SINDACATI DOPO L’INCONTRO: GUARDA IL VIDEO
Arvedi La mattinata del cavaliere, nel suo primo giorno a Terni, è cominciata piuttosto presto. Dopo il pernottamento in un albergo a San Gemini, a bordo di un’Audi blu, ha fatto il suo ingresso al sito siderurgico di viale Brin, attorno alle 8.30. «È la prima volta che vedo da vicino gli impianti di questa acciaieria» rivelerà poi ai giornalisti. Alle 12 infatti il cavaliere ha affidato alla stampa il suo saluto alla città. Poche parole, due soli messaggi: il ringraziamento a chi, nella gestione Ast, ha avuto il pensiero di issare la bandiera italiana, al posto di quella tedesca, per la quale ha confessato di essersi emozionato, e l’augurio per il bene di una fabbrica storica e importante. La stessa in cui giovedì ha avuto modo di muoversi da proprietario, con indosso la giacca griffata Acciai speciali Terni e il claim ‘Proud to be Ast’. A guidare, tra un capannone e l’altro, è proprio il cavaliere, al volante di una macchina elettrica bianca, dell’autoparco di Ast. Secondo quanto trapela, la presenza di Arvedi e Caldonazzo a Terni sarà più o meno costante per almeno sei mesi. Già la prossima settimana sarà probabilmente di nuovo in città per incontrare le istituzioni.
Acciai speciali Terni La giornata di giovedì è proseguita con la pausa pranzo a Villa Centurini e poi via al pomeriggio di confronto coi rappresentanti dei lavoratori. Il fatto che l’industriale abbia incontrato Rsu e sindacati, evitando rituali istituzionali nei palazzi della politica, è stato notevolmente apprezzato. Dal numero uno sarebbe stata avanzata anche l’ipotesi dell’ingresso di lavoratori sindacalisti nel Cda; è evidentemente il segno di un rapporto che nasce sotto una buona stella e, dopo tanti anni di navigazione a vista, fatta di ‘accordi ponte’, i sindacati si sentono rassicurati dal senso di prospettiva di crescita nel medio lugo periodo che il cavaliere ha trasmesso nel suo intervento. «Le parti congiuntamente – come si legge nella nota diffusa a margine da Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb – hanno ritenuto necessario avviare un breve periodo conoscitivo, prima di entrare nel merito di un piano industriale e di sviluppo che consenta l’aumento e il rilancio delle produzioni, della profittabilità e la salvaguardia dei livelli occupazionali e salariali». La sensazione è di una fase che possa rappresentare una opportunità di crescita e sviluppo per Ast, il territorio e il l’intero sistema Paese a partire dal consolidamento degli attuali assetti e che si possa anche andare a recuperare produzioni e mercati persi in passato che hanno indebolito complessivamente il sito ternano. Un messaggio, quello diffuso, che conferma l’ipotesi ventilata anche dalla governatrice umbra Tesei a Palazzo Gazzoli alcuni mesi fa, che Terni possa tornare a produrre acciaio magnetico.
