Le hanno effettuato un raschiamento nonostante fosse incinta. Secondo la donna, che ha sporto denuncia contro i medici del reparto di ginecologia di Foligno, prima di procedere all’operazione non avrebbero atteso l’esame delle BHCG (da cui si vede se è in corso o meno una gravidanza ) che la donna ha poi ripetuto di sua iniziativa.
La storia L’odissea della donna spoletina inizia nell’ospedale di Spoleto. Lì viene visitata, ma, data la particolarità del suo caso e viste le regole vigenti in assenza di un primario nel nosocomio, viene mandata a Foligno, dal Professor Narducci, primario di entrambi i reparti. Secondo i medici spoletini la donna avrebbe avuto una gravidanza extrauterina in corso. A Foligno però escludono la gravidanza e procedono appunto al raschiamento e ad un trattamento farmacologico pesante.
La scoperta La donna, non ancora convinta, si reca da un ginecologo che riceve privatamente e lì scopre di essere incinta. Il trattamento farmacologico e il raschiamento possono aver causato danni al feto? questo è l’interrogativo che la donna, già madre di un altro bambino di quattro anni si pone. E per questo, ha sporto denuncia ai carabinieri di Spoleto. Sarà ora la magistratura perugina, competente per Foligno, a seguire il caso.

