di Daniele Bovi
L’uscita ferragostana dei vertici della Lega potrebbe risolversi senza il rimpasto di giunta ventilato da più parti. A quasi tre mesi dal siluramento dell’assessore Enrico Melasecche dalla Lega, tra partito ed esecutivo sembra essere stato trovato un equilibrio: dopo mesi di niet e «non se ne parla», alla fine Melasecche potrebbe dimettersi da consigliere regionale, con la rassicurazione di restare fino al termine della legislatura al suo posto e di rientrare nel partito.
L’incontro Di questo si è parlato giovedì pomeriggio a Roma nel corso di un incontro tra la presidente Donatella Tesei, Melasecche e il leader leghista Matteo Salvini prima del consiglio federale in cui è stata siglata una sorta di tregua con Giancarlo Giorgetti. La mossa riguarda da vicino gli equilibri interni alla Lega, divisa in più fazioni: lasciando il posto in consiglio, Melasecche permetterebbe l’ingresso in aula di Manuela Puletti, prima dei non eletti di stretta fede caparviana.
Rimpasto E così si chiuderebbe il capitolo rimpasto, che non sarebbe stato indolore: l’uscita di Melasecche avrebbe infatti comportato – dato il pressing di Fratelli d’Italia – il mettere in discussione anche la posizione di Michele Fioroni, ‘disconosciuto’ da FdI. E mentre il partito, oltre allo scontro Salvini-Giorgetti, in Umbria deve fare i conti anche con il ventilato addio del responsabile provinciale di Terni Nico Nunzi (che puntava a prendere il posto di Melasecche in giunta), nei prossimi giorni in aula dopo il riassetto interno al gruppo Pd dovrà confermare o no Paola Fioroni (altra caparviana) alla vicepresidenza dell’assemblea. Passaggio non scontato.
