di Mario Mariano
Si rischia di andare in confusione quando non si ripetono gli stessi gesti, quando si vuole percorrere una strada non conosciuta. A Catanzaro Battistini ha scelto la soluzione più difficile, quella della rivoluzione tattica, schierando tre difensori centrali e tre centrocampisti, trasmettendo così al Perugia la convinzione che l’avversario meritasse una attenzione molto più che speciale. Insomma gli allievi di Battistini sono scesi in campo con due gap sul groppone: dover improvvisare un copione che bene o male aveva sempre dato grandi soddisfazioni in fatto di gioco e di risultati e far sapere al Catanzaro che non gli sarebbero stati concessi gli stessi spazi della partita d’andata. Gli effetti si sono visti: seppure il goal decisivo sia scaturito da un mischia gigantesca davanti alla porta di Giordano, e perciò da azione assai confusa, qualsiasi tentativo di reazione è andata a vuoto proprio perché le intenzioni espresse in maniera palese erano quelle di prima non prenderle.
Confusione Si può cambiare in corsa se si hanno tanti giocatori capaci di sdoppiarsi, di essere, cioè, dei piccoli Tardelli capaci di saper giocare in più zone del campo con identica lucidità ed abilità ed in ogni caso neppure uno degli eroi del Mondiale di Spagna 82 stazionava più di tanto nell’area avversaria. Al «Ceravolo» abbiamo invece assistito ad un lancio di Clemente per Borghetti scattato in posizione di centravanti: la confusione si era già insediata nella mente di tutti, e sì che l’episodio si è registrato all’inizio di secondo tempo. Per migliorare il quadro tattico, o comunque nella speranza di vedere almeno tre passaggi di fila o un cross dalle corsie degno di questo nome, si è atteso che il miracolo venisse prodotto dalle sostituzioni, ma alla confusione iniziale se ne è aggiunta altra.
Guardare avanti Battistini protagonista di scelte difficili e quasi sempre azzeccate, stavolta non ci ha convinto. Di più, ha dimostrato con le scelte di temere assai più del dovuto il Catanzaro che aveva un paio di titolari fuori per squalifica e nelle gambe la fatica del recupero di Chieti. Chiaramente occorre guardare avanti e saper metabolizzare le ricadute della sconfitta che deve far riflettere nella giusta misura. Dopo le schermaglie, i colpi più o meno proibiti dei mesi scorsi tra i dirigenti leader che comandano, è quantomai opportuno munirsi di una strategia che compatti le forze perché le due battaglie perdute contro i calabresi non significano giocoforza perdere il primato in classifica. Cozza si gonfierà il petto e così pure lo sponsorizzatissimo presidente del Catanzaro ai quali è stato data una considerazione sportiva eccessiva, che tecnico e dirigente hanno però saputo gestire a loro vantaggio. In capo ad un paio di allenamenti, si torna in campo mercoledì contro la Vibonese e lì conosceremo la capacità di metabolizzare non tanto la sconfitta di Catanzaro, quanto il voler cancellare la confusione vista al «Ceravolo». Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.
Giordano Il pallone si impenna dopo la sua uscita con i pugni e va per le terre; nel grappolo umano che si materializza sulla linea di porta lui non è più protagonista. Vede all’ultimo una saetta di Masini che riesce a smanacciare contro la traversa. Efficace alla fine nel placcare Clemente che vuole cantarne quattro ai catanzaresi che lo deridono. Voto: 6-
Anania Mai un cross come si deve, con la necessaria forza e precisione. Sembra quasi che gli manchi forza nei piedi. Timido anche in fase di ripiegamento, visto che i calabresi sfondano sempre sulla sua corsia. Voto: 5+
Russo Didascalico, non rischia mai nulla di più dell’appoggio al compagno più vicino dopo aver conquistato palla. Anche lui meno arrembante del solito. Voto: 5.5
Cacioli Il guerriero di sempre, che vuole sempre strafare nella convinzione di turare le falle che si aprono su più fronti. Avendo il calcio potente e a volte preciso, lo utilizza per il lancio lungo, il solo schema di giornata che sembra efficace. Voto: 6+
Borghetti Cerca il goal sia di testa che di piede, ma i tempi di inserimento non sono certo il suo forte. Va a caccia di gloria non solo perché c’è da rimontare, ma anche per farsi perdonare qualche intervento fuori misura. Voto: 5+ (dal 9′ st Balistreri Deve ricavarsi uno spazio sul fronte offensivo, visto che al centro, almeno come stazza fisica, staziona Tozzi Borsoi. Qualche scambio in velocità gli riesce, ma non arriva mai al tiro perché è tutto assai approssimativo. Dovrà ricaricare le pile per mercoledì contro la Vibonese. Voto:6–)
Carloto E’ tra i pochissimi a finire in piedi, nel senso che lotta dall’inizio alla fine con una lucidità più che sufficiente rispetto ai compagni. Efficace nelle chiusure, prova a rilanciare nella ripresa. Voto: 6.5
Mocarelli Non incide perché lo prendono in mezzo e quando ha il pallone tra i piedi sbaglia anche le cose più semplici. Voto: 5 (dal 1′ st Zanchi Cambiare tatticamente una partita nata subito male è una grande impresa, e lui non sembra neppure in giornata felice, perché parte palla al piede per i suoi slalom giganti una sola volta, e con poco costrutto. Voto: 5.5)
Benedetti Primo tempo senza mai un sussulto, una iniziativa; ritrova un po’ di verve nella ripresa, quando è sgravato da compiti di marcatura, ma al di fuori di un paio di triangoli, e di un lancio alla Pirlo, poco altro da segnalare. Voto: 5.5 (dal 33′ st Ferri Marini Aggiunge confusione a confusione, perché ogni suo intervento viene sanzionato dall’arbitro. Voto: ng)
Clemente Alla fine era arrabbiatissimo con quelli del Catanzaro perché debbono averlo insultato, e dire che è tra i pochi a salvare la faccia e la reputazione. Nel primo tempo fa reparto da solo, guadagna punizioni, chiama al gioco i compagni. Una voce nel deserto, chiaro che nella ripresa perda qualche colpo. Da capitano coraggioso saprà richiamare tutti all’ordine. Voto: 6+
Tozzi Borsoi Non pervenuto neppure questa volta. Al momento forse non è presentabile: perché non tiene palla, perché è troppo lento e perché la fortuna gli ha voltato decisamente le spalle. Voto: 5-
Margarita Né carne né pesce, non sa come muoversi, quali compiti svolgere. Lui frastornato, dopo aver scombussolato i piani di tante squadre. E’ lo specchio più preciso della confusione che ha attanagliato singoli e squadra. Voto: 5
Battistini Ne ha vinte tante, con i cambi e senza di quelli, ma stavolta la preoccupazione dell’avversario è stata eccessiva; lo stress è partito da lontano e si è arrivati alla partita più importante della stagione con troppa adrenalina addosso. Voto: 5.5

