La dottoressa Duchini fuori dal consiglio regionale ( foto F. Troccoli)

di Francesca Marruco

Nove nuovi indagati e tre faldoni di nuovi riscontri investigativi. E’ il bilancio della terza giornata dagli arresti di Trust. E mentre la linea degli indagati raggiunti da misura cautelare sembra essere per tutti quella di parlare al giudice e spiegare di non essere autori di alcun reato, i pm affilano le armi con ulteriori documenti e nove nuovi nomi di persone indagate. Per un terremoto eugubino che promette di assestare ancora qualche altra scossa.

Nessuna associazione «Hanno spiegato che non hanno commesso alcun illecito – ha detto uno degli avvocati, Ubaldo Minelli -. E io sono tranquillo perché alla luce di questi interrogatori è emersa la non sussistenza dell’accusa di associazione a delinquere». Nessuna associazione dunque. Ancora una volta nessun ‘gruppo Goracci’ che agiva piegando le pubbliche funzioni agli interessi personali. Dopo Cernicchi e Stocchi poi è stata la volta di Paolo Cristiano.

Tre nuovi faldoni di riscontri Ma i pubblici ministeri che con gli arresti hanno solo mostrato una parte del loro lavoro intenso e certosino, hanno depositato altri tre faldoni di documenti: riscontri all’ipotesi accusatoria. Riscontri di cui il gip Giangamboni dovrà tener presente quando deciderà se concedere o meno la revoca degli arresti alle persone che ne hanno fatto richiesta. Gli stessi pubblici ministeri hanno inoltre già calendarizzato gli interrogatori a cui sottoporranno gli arrestati: a partire da lunedì 20 con Lucia Cecili che giovedì in carcere al giudice ha detto di non aver mai distrutto o fatto sparire alcun documento dal Comune di Gubbio.

I nove nuovi indagati E poi il capitolo nuovi indagati: sono nove gli avvisi di garanzia recapitati per ora ad altrettante persone che hanno avuto a che fare con la gestione Goracci.  Si tratterebbe di tutte persone di fiducia dell’ex primo cittadino più chiacchierato dell’Umbria. Persone che in qualche modo hanno messo le mani nella gestione del patrimonio del Comune, nella discarica di Colognola, nella Gubbio Multiservizi e nel piano regolatore. Tutti filoni di un’inchiesta che promette di essere solo all’inizio, nonostante il suo anno circa di vita.

Attesa per la decisione del  gip Il gip Carla Giangamboni, al termine degli interrogatori, e avuto il parere dei pubblici ministeri Antonella Duchini e Mario Formisano, dovrà decidere se concedere la revoca della misura cautelare agli arrestati. La decisione del giudice che ha firmato l’ordinanza con cui cinque persone sono finite in carcere e quattro ai domiciliari, potrebbe arrivare sabato, al massimo lunedì.

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