Lupo avvelenato, curato e liberato

Un lupo è stato avvelenato in Umbria, soccorso e rimesso in libertà con il radio collare fornito dal Parco nazionale dei Sibillini.

Lupo avvelenato La vicenda è stata resa nota con un post dall’associazione Wild Umbria. L’avvelenamento dell’esemplare, un maschio di circa due anni dal peso di 35 kg, è avvenuto nella zona dell’Eugubino-Gualdese lo scorso 9 febbraio, quando un automobilista ha visto il lupo barcollare sul ciglio della strada e ha dato l’allarme ai carabinieri forestali.

Cure tempestive Sul posto si è precipitato il veterinario di Sandro Bianchini che, tempestivamente, ha recuperato l’animale e lo ha portato nel proprio ambulatorio per le cure del caso, con il lupo che nel giro di qualche ora ha risposto ai trattamenti.

Radiocollare satellitare Con uno sforzo corale congiunto, a cui hanno partecipato anche Regione Umbria, l’Ente Parco e la Protezione civile, è stato possibile reperire e applicare nel giro di pochi giorni un radiocollare satellitare al lupo prima di rilasciarlo al termine di un’operazione coordinata dal direttore del Cras (centro recupero animali selvatici) di Wild Umbria e del responsabile veterinario della stessa associazione, ossia Francesca Vercillo e Marco Gobbi.

Rimesso in libertà Si tratta del secondo lupo salvato dalla onlus, dopo quello del 2016, anche in quel caso venne applicato un radiocollare, perché è considerato fondamentale da un punto di vista zoologico monitorare i comportamenti dell’animale. Nel post sui social Wild Umbria ricorda che «i lupi in Italia non sono mai stati introdotti o reintrodotti (ovvero inseriti o spostati dove non sono presenti), tendono autonomamente a spostarsi e ad espandere il proprio areale, per numerosi motivi che non spiegheremo quest’oggi».

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