di Francesca Marruco
«Il Tevere ha bisogno di un parco fluviale e le Distillerie Di Lorenzo andrebbero delocalizzate». Lo sostengono Idv, Verdi e Legambiente che in una conferenza stampa hanno parlato dell’attuale situazione delle Distillerie Di Lorenzo di Ponte Valleceppi, la cui area di stoccaggio è stata sequestrata dal Noe dei carabinieri di Perugia insieme ad un terreno agricolo attiguo in cui i rifiuti venivano smaltiti.
La lunga lotta Quella delle Distillerie Di Lorenzo è una storia che affonda le sue radici nel tempo, e il sequestro del Noe è solo l’ultimo atto. Comitati cittadini e associazioni per moltissimo tempo hanno tentato di combattere il pericolo potenziale che racchiude un’impresa con lavorazioni tanto delicate come quelle dell’alcol.
Le delibere E a testimoniare la potenziale pericolosità, che non significa che nella ditta non vengono messe in atto tutte le precauzioni possibili, ci sono varie delibere della Asl e del Comune. In una delibera della Asl del 1998 le Distillerie vengono definite «azienda insalubre di prima classe». E’ del gennaio del 2006 invece una mozione presentata dai consiglieri Alessandro Monaco e Lorena Pesaresi, attuale assessore comunale all’ambiente, in cui si impegnava il sindaco e la giunta a delocalizzare, per una serie di dettagliati e puntuali motivi urbanistici ed ambientali, fra gli altri, la Distilleria Di Lorenzo.
Il pericolo per la ferrovia Ancor più recentemente da una delibera della giunta del Comune di Perugia si evince che le Distillerie sono l’unica azienda del Perugino a rischio di incidente rilevante. In caso di incidente, la zona di elevata letalità dall’azienda è di 23 metri e si estende sino alla Ferrovia centrale umbra. C’è anche da sottolineare che a Pontevallecceppi il treno non ferma più proprio per il pericoloso potenziale delle Distillerie che lavorano alcol.
Un tavolo per il parco fluviale E’ per tutte queste ragioni che, Italia dei Valori in testa, in molti chiedono che la Distilleria venga delocalizzata. Dove non ci sono centri abitati intorno. Dove non scorre un fiume a ridosso dei terreni in cui vengono buttati i rifiuti di lavorazione. Dove insomma, in caso di incidente, i danni siano contenuti. E che il Tevere venga dichiarato un parco fluviale. Anzi per questo hanno annunciato la richiesta di un tavolo da tenersi a breve con Regione, Provincia Comune e associazioni. Se fosse parco infatti, i vincoli ambientali impedirebbero certe libertà.
Azioni legali Le Distillerie negli anni si sono sviluppate ma non si sono spostate. E anzi hanno agito contro chi pensavano gli avesse procurato danni, come la responsabile del circolo di Pontevalleceppi di Legambiente oppure Franco Granocchia, consigliere provinciale dell’Idv, citato per danni per un milione di euro. Procedimenti civili che corrono paralleli ai ben più importanti guai penali delle Distillerie stesse che hanno ora chiesto al tribunale del Riesame di dissequestrare l’area a cui i carabinieri dell’ambiente hanno messo i sigilli.

