La procuratrice Rosa Francaviglia (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Arriverà entro pochi giorni la risposta della Regione alla Procura della Corte dei conti dell’Umbria che, il 7 maggio, ha chiesto chiarimenti sull’ospedale da campo finanziato dalla Banca d’Italia. L’operazione, come emerso nelle scorse ore, è finita al centro di un fascicolo aperto dalla procuratrice Rosa Francaviglia; nel decreto la magistratura contabile spiega, con la formula di rito, di ritenere necessario «acquisire ulteriori dati, informazioni, notizie ed elementi utili alla ricostruzione dei fatti e alla individuazione delle eventuali responsabilità erariali emergenti allo stato degli atti».

IL PROGETTO DELL’OSPEDALE

L’ospedale In particolare la procuratrice chiede «dettagliate relazioni» sulle fonti di finanziamento (i 3 milioni garantiti dalla Banca d’Italia) compresa «l’esistenza o meno di vincolo di destinazione delle somme erogate»; e poi ancora i costi da sostenere per la l’implementazione della struttura che, come ha spiegato giorni fa la presidente della Regione Donatella Tesei, sarà montata la prima volta all’Umbriafiere di Bastia Umbra; la Procura chiede anche i nomi «dei soggetti affidatari della realizzazione e della messa in opera della struttura», dei fornitori e i criteri con quali sono stati selezionati; infine, Francaviglia chiede lumi sulle modalità di gestione della struttura, ovvero «se demandata al Sistema sanitario regionale in via diretta o affidata a terzi anche mediante convenzione»; in tal caso, conclude la Corte, vanno chiariti i criteri di selezione. Il tutto dovrà essere recapitato sulla scrivania della Procura entro la fine del mese.

Norcia Nel mirino della Corte c’è però, in un’altra istruttoria, anche la mancata ristrutturazione dell’ospedale di Norcia danneggiato dal terremoto; un tema, quello della ricostruzione, sul quale la procuratrice nella relazione con cui ha aperto l’anno giudiziario ha usato parole molto dure. Nel decreto indirizzato anche al nuovo commissario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, la Corte chiede di conoscere quali sono le iniziative portate avanti per la definizione del progetto dell’ospedale e delle altre strutture sanitarie territoriali e i tempi. Informazioni vengono chieste, entro 30 giorni, pure sul perché non sono state realizzate strutture prefabbricate per ospitare i servizi e su quali iniziative si vogliono intraprendere «al fine di fronteggiare l’elevata criticità in cui versa la collettività locale per la gravissima e conclamata carenza di presidi sanitari», che colpisce una popolazione dall’età elevata, dal «basso livello reddituale» e con difficoltà a raggiungere le altre strutture che si trovano a Spoleto e nelle zone limitrofe. L’ultima vicenda sulla quale vengono chiesti documenti è quella che riguarda la casa di riposo «Fusconi-Lombrici-Renzi» di Norcia, dichiarata inagibile e demolita dopo il sisma; una ricostruzione anche in questo caso ferma al palo.

Twitter @DanieleBovi

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