Il paniere solidale in via Cartolari

di Danilo Nardoni

Da qualche giorno è attivo a Perugia, nel quartiere di via della Viola, un servizio di paniere, spesa, posta e vicinato solidale. Una chiamata «alla solidarietà attiva e diffusa» in pieno periodo di emergenza da coronavirus. È quella proposta dall’Associazione Fiorivano le viole di Perugia che da tempo con una serie di iniziative e attività ha riportato il quartiere perugino che comprende via della Viola, via Cartolari e via Alessi a nuova vita. Ed ora non si tira indietro neanche in un momento come questo. Anzi, rilancia.

Paniere Con il ‘Paniere solidale di quartiere’ chiunque abbia bisogno può infatti prendere liberamente il cibo, mentre chi ha la possibilità può donarlo in uno spazio creato appositamente. Il servizio riguarda solo cibi a lunga conservazione (riso, pasta, legumi, cibo in scatola, ecc…). Il “Paniere” si trova in via Cartolari. «A chi non abita in questa zone del centro storico di Perugia – spiegano – non chiediamo di portare il cibo fin qui ma piuttosto di realizzare un altro paniere solidale nel proprio palazzo o nella strada di pertinenza e di prendersene cura, come hanno già fatto alcune persone in via Enrico dal Pozzo».

Posta Inoltre, è stata anche installata una cassetta della ‘Posta solidale di quartiere’: chi si trova in difficoltà per qualsiasi motivo può lasciare un biglietto con un suo recapito. I tipi dell’associazione lo contatteranno per capire il modo migliore per aiutarlo. «Chi vuole può ovviamente contattarci anche in privato nella nostra pagina facebook» commentano per poi aggiungere: «Queste piccole azioni sono solo alcuni dei modi possibili per aiutarsi in questo periodo difficile per tutti. Ma è necessario che chiunque faccia qualcosa, almeno chi può».

In aiuto di chi ha bisogno Dall’associazione aggiungono: «Molte persone sono in difficoltà. Chi si sosteneva con piccoli lavori saltuari, oggi si trova ad affrontare enormi problemi per la semplice sussistenza. Chi viveva ai margini della società già prima di questa crisi, si ritrova spesso completamente solo. Siamo tutti singolarmente chiamati ad agire nel nostro palazzo, nella nostra strada, nella nostra cerchia di conoscenze, per alleviare le sofferenze delle persone».

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