di Daniele Bovi
Se Gesù fosse nato a Città di Castello e non a Betlemme avrebbe moltiplicato tessere del Partito democratico, altro che pani e pesci. Il «miracolo» è avvenuto in Altotevere nel corso delle ultime settimane: dai trecento tesserati degli anni scorsi, in vista del congresso comunale del 3 dicembre il numero è triplicato. Oltre 900 iscritti all’ex partitone rosso che hanno scatenato una ridda di sospetti fino a quando il caso del presunto tesseramento gonfiato non è esploso venerdì pomeriggio. Circa 80 tessere infatti sono approdate alla Commissione di garanzia del partito in piazza della Repubblica, dove si respira un’aria di forte preoccupazione.
La lettera «Anche un cieco – ammoniva nei giorni scorsi Luciano Neri – vede che le quasi mille tessere fatte non sono il prodotto di un radicamento o del fascino attrattivo del partito, ma il prodotto deteriore dell’azione di alcuni signori che con i programmi e i valori del Pd non c’entrano niente». E così venerdì pomeriggio, dopo la lettera di otto coordinatori di circoli Pd di Città di Castello che hanno scritto al partito segnalando presunte irregolarità, la Commissione provinciale ha recapitato il dossier nelle mani di quella di garanzia. Ora, a tutela della trasparenza delle procedure congressuali e nel più breve tempo possibile sarà la Commissione regionale di garanzia del Pd a dover dare un giudizio.
I casi Stando a quanto trapela i casi potrebbero riguardare, ad esempio, tesserati che pubblicamente si sono detti di non appartenere al Pd o che mai si sarebbero iscritti. Salvo poi, come è successo ad alcuni coordinatori, trovarseli come nuovi militanti dell’ultimo minuto. C’è chi maligna invece che alcune tessere sarebbero intestate, ma questo è tutto da verificare, a mogli o figli di esponenti di altri partiti del centrosinistra. Per chi non avesse mai frequentato una sezione, per fare una tessera bisogna fisicamente entrare in un circolo dove il segretario, o un suo delegato, adempiono di persona a tutte le pratiche rilasciando poi una ricevuta di quanto versato (nel caso del Pd, almeno 15 euro).
Eserciti in guerra Nella lettera spedita a piazza della Repubblica oltre alla richiesta di invalidazione si segnala, tra l’altro, come alcuni militanti dell’ultimo minuto mai siano siano passati, così come prescrivono le regole, di fronte ad uno dei coordinatori di circolo. Su alcune tessere infatti, le firme di questi ultimi mancherebbero. Tutte le pratiche quindi, si chiedono a Castello, sono state portate avanti nel modo giusto? Domande al fianco delle quali i militanti vogliono vedere delle risposte, mentre la Commissione dovrà districarsi in mezzo a questo ginepraio velenoso. L’impressione resta comunque quella di eserciti in guerra che per il controllo del partito, avendo ognuno paura dell’altro, sono ricorsi a metodì più o meno rispettosi delle regole per portare a casa la vittoria.
I congressi La prossima settimana in città si terranno i congressi di circolo, mentre domenica mattina scadono i termini per la presentazione della candidature. Al momento la maggior parte dei consensi del partito sembra coagularsi intorno al giovane Gionata Gatticchi. Chiunque vinca il congresso l’importante per i militanti, o almeno per quelli reali, sarà ridare slancio e visione ad un partito che ha perso la poltrona di sindaco dopo essere stato sconfitto alle primarie. Possibilmente senza assistere alle incursioni al galoppo di cavalli dopati.

