Da sinistra padre Fioretti, l'arcivescovo Boccardo e Carlini

di Chiara Fabrizi

«Sono sei mesi che non si muove niente, con la ricostruzione siamo ancora in alto mare». Così l’arcivescovo della diocesi Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, monsignor Renato Boccardo che, venerdì mattina, incontrando i giornalisti per il patrono San Francesco Di Sales, ha anche detto «davanti alle rassicurazioni dei politici che hanno passeggiato a Norcia ci saremmo certamente aspettati qualcosa in più».

Post sisma L’insofferenza per lo stallo è stata formalmente manifestata al governo nei giorni scorsi nell’ambito di un incontro tra rappresentanti della Conferenza episcopale italiana, il sottosegretario al sisma Vito Crimi e il commissario per la ricostruzione Piero Farabollini: in particolare ricorda Boccardo «dopo il decreto Genova siamo in attesa delle linee guida che le diocesi dovranno seguire come soggetto attuatore dei cantieri di ricostruzione». I lavori più importanti per sono tutti a Norcia, tra questi anche la cattedrale di Santa Maria dove soltanto ora «si stanno iniziando a tirare fuori le macerie – ha detto l’arcivescovo – sotto le quale ci sono opere d’arte che dopo due anni, tra pioggia e neve, non so in quali condizioni verranno recuperate». Si resta in attesa anche del concorso internazionale per la ricostruzione della basilica di San Benedetto, dopo le linee guida fornite dalla commissione, mentre intanto parole di grande apprezzamento vengono riservate dal presule per «gli incredibili interventi di messa in sicurezza recentemente completati a Sant’Eutizio (Preci), dove una grande struttura metallica avvolge esternamente le mura e internamente sostiene le volte, così da permettere di lavorare all’interno», dove resta comunque da rimuovere la montagna di terra franata su un lato della chiesa.

Migranti Tra le «preoccupazioni» dell’arcivescovo, però, non c’è soltanto la ricostruzione post sisma, ma pure «la condivisione di politiche rigide, che sento qua e là anche nelle comunità parrocchiali, rispetto all’accoglienza dei migranti. La questione è complessa e se da un lato ritengo giusto – dice il capo dei vescovi umbri – chiedere all’Europa di farsi carico in maniera seria del dramma in corso, dall’altro non si può fare pressione su Bruxelles usando persone che vivono una tragedia e stanno scappando da casa loro: sbattere la porta in faccia a chi chiede accoglienza è contro il Vangelo». Ma se anche nelle comunità parrocchiali della provincia sembra far breccia la paura, un segnale differente arriva dal tessuto economico e produttivo della città, che ha messo sul tavolo di Boccardo due posti di lavoro per i papà di altrettante famiglie di migranti con minori che la diocesi si è da tempo resa disponibile ad accogliere: «Siamo pronti – ribadisce Boccardo – gli alloggi ci sono e le due famiglie spoletine che faranno da tutor per l’integrazione sono state individuate».

@chilodice

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