Il luogo dove è stato trovato morto il neonato

di M. R.

Si è svolta giovedì davanti al giudice del tribunale dei minori di Perugia, Giuseppina Arcella, la prima udienza per l’affidamento della figlia di Giorgia Guglielmi, la donna accusata di aver ucciso il figlio appena nato, rea confessa di averlo abbandonato il 2 agosto scorso nel parcheggio dell’Eurospin di Borgo Rivo a Terni. La piccola di due anni è stata collocata provvisoriamente dai nonni materni ma il tribunale non ha sospeso la potestà della madre.

Neonato trovato morto a Terni Nel frattempo, tanto il padre della bambina, quanto la zia materna, ne hanno chiesto l’affidamento. Nel corso dell’udienza fiume durata quasi tre ore, il giudice Arcella, che ha poi disposto l’affidamento provvisorio della bimba ai nonni, ha ascoltato ben nove persone: i genitori di Giorgia, il compagno e i relativi genitori, la sorella di Giorgia, il suo legale l’avvocato Alessio Pressi e i due assistenti sociali. Questi ultimi avranno il compito di fare un’indagine socio-familiare della quale farà poi tesoro il giudice, al momento della decisione definitiva che potrebbe arrivare anche tra un anno e mezzo.

Giorgia Guglielmi è accusata di omicidio volontario Il papà, col supporto dei propri genitori, o la sorella di Giorgia potrebbero dunque prendersi cura della piccola. Scongiurato il suo trasferimento in una struttura di accoglienza per minori. L’avvocato sta predisponendo le carte per permettere alla sua assistita, che si trova reclusa nel carcere di Capanne a Perugia, di incontrare la figlioletta. Alla procura sarà avanzata anche la richiesta di incontrare la ragazza anche da parte di suo padre e sua sorella. Sul versante giudiziario invece la 27enne dovrebbe essere visitata da un esperto incaricato dalla difesa per accertare le condizioni psicologiche della donna.

In carcere la 27enne che ha abbandonato il figlio Giorgia, almeno sino a questo momento, senza mai versare una lacrima davanti a inquirenti e giudice, non ha mai cambiato versione: la sua confessione, inizialmente apparsa assurda, ha sinora retto alle indagini. Giuseppe, così è stato chiamato il neonato, è stato abbandonato dalla madre col cordone ombelicale ancora attaccato e la placenta, in una busta della spesa, tra due asciugamani colorati: «Non volevo ucciderlo, speravo che qualcuno lo trovasse vivo, non avrei potuto mantenerlo». Entro il 3 ottobre la relazione del medico legale che ha svolto le analisi di laboratorio sul corpicino senza vita del neonato, tra cui l’esame del Dna del piccolo, da confrontare col codice genetico del compagno di Giorgia e riscontrare che sia effettivamente il padre del bambino.

@martarosati28

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