di En.Ber.

Umbria Jazz è un festival amico dei bambini. Quest’anno sono due gli spazi del progetto «Officina della musica» a disposizione dei piccoli e delle loro famiglie tutti i giorni per giochi, divulgazione scientifica e non solo. Il primo è quello che si trova in piazza Italia (entrambi sono sponsorizzati da Rigoni di Asiago e curati dallo staff del Post, il museo Perugia officina della scienza e della tecnologia). Aperto dalle 14 alle 22 offre in primis un corner attrezzato con fasciatoio, scalda biberon, uno spazio per l’allattamento e uno per depositare i passeggini. Poi ci sono tutte le attività a disposizione dei più piccoli: «Qui – spiegano le responsabili del Post – proponiamo giochi e divulgazione scientifica». Sopra un tavolo c’è Bee Bop, una piccola ape da programmare così da farla muovere su uno spazio che riproduce un alveare: «È un primo esempio di coding – dicono – e in più è possibile scoprire come funziona la società delle api». Poco più in là c’è il «cilindro sensoriale» dove sperimentare i cinque sensi e poi delle costruzioni 3d magnetiche che arrivano dal negozio di giocattoli «Città del sole», oltre ai più classici pennarelli con cui disegnare; e se si arriva tra le 17 e le 18.30, in programma anche una merenda con i prodotto offerti da Rigoni Asiago.

Socialità in musica «Qui i bambini – racconta lo staff del Post – rimangono sotto la sorveglianza dei genitori e fino a ora le cose sono andate bene. C’è stata un’ottima affluenza di persone e famiglie, con un picco tra le 19.30 e le 22. Ovviamente c’è più affollamento nei weekend, con punte anche di 10 o 15 bambini per volta». Lo spazio di piazza Italia rappresenta anche un angolo di socializzazione importante: «Da noi – spiegano – sono arrivati bambini e famiglie da molte parti del mondo, ad esempio da Danimarca, Serbia, Olanda, Germania, Brasile, Francia, Inghilterra e non solo. Qui si parte dall’elemento del gioco per socializzare: pur non parlando la stessa lingua i bambini riescono a giocare, interagire e collaborare tra di loro». Almeno qui, colore della pelle e lingua contano poco. E dalle responsabili del Post arriva un appello alle centinaia di musicisti che in questi giorni affollano la città: «Un giorno, magari dopo le 18, venite a suonare per i bambini qui da noi». Chissà che qualcuno non lo raccolga.

Il laboratorio all’Arena L’altro spazio è quello dell’Arena, dove c’è un laboratorio attrezzato per i bambini dai 5 agli 11 anni che vogliono sperimentare la scienza nascosta dietro alle note, abbinando tecnologia e fai da te. Le attività qui vanno avanti dalle 19 alle 24, e per due ore i genitori che vogliono godersi un concerto possono lasciare qui i bambini, i quali si potranno cimentare con la composizione di un brano, con la programmazione di un robot che suona lo xilofono, con un sandwich sonoro, con la costruzione delle nacchere e con la colorazione degli spartiti.

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