di Marta Rosati e Massimo Colonna

L’esito del voto espresso dagli elettori di Terni, al primo turno delle amministrative, non regala nessuna sorpresa, a parte il clamoroso exploit della Lega che fa volare il centrodestra. Scatta una nuova chiamata alle urne per domenica 24 giugno come da previsioni: ballottaggio tra Leonardo Latini e Thomas De Luca; ma forse una distanza così marcata tra i due, non se l’aspettavano neppure i diretti interessati. Il leghista ha ottenuto il 49,2% dei consensi e gli sono mancati circa 300 voti per passare al primo turno, il grillino non ha sfondato, fermo al 25%.

LA DIRETTA NON STOP

SPOLETO, IL BALLOTTAGGIO DEAUGUSTINIS-LAURETI

Sfida Latini-De Luca La lunghissima notte dello scrutinio, non consegna alla città un nuovo sindaco e la sfida da otto si riduce a due aspiranti primo cittadino, la conferma diverse ore dopo l’alba: da un lato l’avvocato 44enne leghista, sostenuto da ben cinque liste (oltre il Carroccio, Fi, Fd’I, Terni civica e Popolo della famiglia); dall’altro il giovanissimo Thomas De Luca (30 anni non ancora compiuti), provato in parte da una insidiosa influenza che lo ha costretto a letto per tutta la giornata di domenica, dall’altra da un risultato inferiore alle aspettative: «Siamo sicuri di aver fatto tutto il possibile in campagna elettorale e di aver presentato il migliore programma per questa città». ‘Tradito’ invece, se vogliamo, dai numeri delle prime sezioni scrutinate, il candidato sindaco del Centrodestra Leonardo Latini che di aggiornamento in aggiornamento ha talvolta superato il 50%. Qualche militante di vecchia data, scappando in bici attorno alle 2 di notte gli ha dato una pacca sulla spalla e detto: «Vai tranquillo, i numeri sono migliori di quelli dell’era Ciaurro». Latini è voluto però rimanere coi piedi per terra e mentre tutti esultavano invitava alla massima cautela.

LA DIRETTA DELLA NOTTE ELETTORALE

Il centrosinistra e il prossimo turno Il terzo classificato, se così vogliamo dire, è Paolo Angeletti, candidato sindaco di Terni immagina sostenuto dal Pd, inchiodato al 15%. Come nella recente tornata delle elezioni politiche, a rubare la scena a tutti è la Lega, in questo caso primo partito in assoluto, seguito, con un distacco di diverse unità percentuali, dal M5s e in netto vantaggio sul Pd, che ha governato per poco meno di un ventennio e che oggi raccoglie solo il 14% dei consensi. Forza Italia non tocca il 10. Alla chiamata al voto peraltro risponde meno del 60% degli aventi diritto e secondo gli sfidanti sono proprio i simpatizzanti dem ad essere rimasti a casa. Ora certo, il distacco tra De Luca e Latini è forte ma il grillino ha già dichiarato che lavorerà su quelli talmente indecisi da non presentarsi il 10 giugno ai seggi.

Il ballottaggio del 24 giugno Contro il Centrodestra, il M5s non potrà che corteggiare ‘la Terni una volta rossa’; molti di centrosinistra, dicono i rumors, appoggeranno il candidato del Movimento, ma certo riportare a votare lo stesso numero di persone risulta complicatissimo, a meno che non si convincano tutti quelli che domenica hanno evidentemente avuto di meglio da fare; quattro anni fa, tra il primo e il secondo turno, quando al ballottaggio c’erano Leopoldo Di Girolamo e Paolo Crescimbeni, i votanti praticamente dimezzarono. Comunque ora inizia di fatto una nuova campagna elettorale: per De Luca al via la stagione dei patti contro la flotta a trazione Lega. Altro dato politico che consegna il primo turno sono la sinistra e la destra estreme che fanno flop. Mariano De Persio (partito comunista), Emiliano Camuzzi (Potere al popolo) e Piergiorgio Bonomi (Casapound), incassano ciascuno poco più dell’1% di voti. Meglio le due civiche, testa a testa tra l’avvocato Alessandro Gentiletti di Senso civico (che dopo tre sezioni era al 10% salvo poi stabilizzarsi attorno al 4%) e il ricercatore Andrea Rosati di Prima Terni (che guadagna il 3,5%).

Parla De Luca «La partita non è affatto chiusa». Così De Luca, lunedì mattina, commenta a caldo i risultati del voto con il M5s arrivato dunque al 25 per cento. «Prima di tutto voglio fare i complimenti a Latini per i risultati, ma allo stesso tempo voglio dire che la partita non è affatto chiusa. Siamo sicuri che ci siano margini per recuperare. Se siamo spaventati dal margine con la coalizione di centrodestra? No, perché siamo sicuri che il nostro è il programma di governo per questa città, una città che storicamente non può andare verso la proposta presentata dal centrodestra. Ora ci rimettiamo al lavoro in queste due settimane e andremo ad intercettare i voti che ci mancano, anche perchè la nostra è la migliore visione di città».

Latini quasi sindaco al primo turno «E’ stata una nottata strepitosa, abbiamo già scritto la storia». Così Latini dopo la chiusura dello spoglio elettorale lunedì mattina. «Per Terni siamo di fronte già ad un risultato storico, visto che mai una coalizione di centrodestra aveva conquistato oltre il 49 per cento di voti al primo turno. Nemmeno Ciaurro. Siamo soddisfatti e ringrazio tutti quelli che ci sono stati vicini in questa nottata, ora però pensiamo alle prossime due settimane».

Le reazioni: il Pd «I risultati elettorali – scrive in una nota il Pd comunale – sono chiari e penalizzano il Pd di Terni e la coalizione di centro-sinistra. Riconosciamo la sconfitta e ci congratuliamo con le forze politiche che hanno prevalso e che si confronteranno nel secondo turno, al ballottaggio. Già da ora e nei prossimi giorni cercheremo di compiere una analisi onesta, profonda e autocritica rispetto a questi risultati elettorali. La nostra sarà una opposizione ferma, rigorosa e civile, estremamente vigile e senza sconti politici per nessuno, con al centro sempre l’interesse collettivo dei cittadini e della città di Terni. Questo che stiamo vivendo è solo un passaggio politico difficile, ma assolutamente transitorio e reversibile. Il Partito Democratico di Terni è davanti una svolta epocale, quale quella di rinnovarsi e rigenerarsi al suo interno per tornare ad offrire in tempi brevi una valida offerta politica, culturale e amministrativa alla città di Terni».

Gentiletti «Al primo turno sono arrivato quarto fra i candidati sindaco e la nostra lista, sulle tredici che hanno concorso, è arrivata sesta. Ringrazio gli oltre 2000 votanti che ci hanno voluto dare fiducia. Abbiamo conseguito il 3,99 % di consensi. un risultato certamente significativo per una forza politica giovane ed indipendente come la nostra, nata realmente dal basso e che ha osato sfidare ciò che sembrava scontato. Abbiamo lanciato un segnale di speranza che è stato raccolto. Ora a noi il compito di mettere a frutto questo risultato. La sfida che ci attende è superare ogni divisione e costruire il nuovo campo della sinistra cittadina. La nostra forza politica è alternativa ad entrambi i candidati che si contenderanno Palazzo Spada al ballottaggio. Nelle prossime ore analizzeremo tutti i risultati e insieme alle tante e ai tanti che ci hanno sostenuto con determinazione e passione valuteremo come comportarci per questa ultima sfida elettorale che attende la città».

Rosati, Bonomi e la sinistra estrema Andrea Rosati di Prima Terni ringrazia i suoi candidati e gli elettori, ritiene buono il risultato conseguito essendo alla prima esperienza e senza spalle coperte da alcun partito. Rispetto alla partita del 24 giugno, il candidato civico non si sbilancia ma esclama: «Il vento di cambiamento soffia forte». Valutazioni probabilmente in corso all’interno degli organismi di Potere al popolo mentre il Partito comunista sembra non avere alcuna intenzione di schierarsi e anzi, dallo staff di Mariano De Persio fanno sapere: «Al di là dei risultati, il dato che riteniamo realmente significativo è quello dell’astensione. Il 40% dei ternani ha ritenuto che non valesse la pena scegliere fra le proposte politiche sul campo. I programmi delle forze di centrosinistra e centrodestra, come quello dei 5 stelle, non sono stati ritenuti credibili dalla quasi metà dei ternani, che ha lasciato spazio al voto di protesta antipolitico. Allo stesso tempo, le forze di sinistra divise non sono state considerate un’alternativa dal blocco dell’astensione». Per concludere, quanto a Piergiorgio Bonomi, il supporto di Casapound a Latini al secondo turno non è affatto scontato; di certo non apertamente dichiarato.

 

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