di Daniele Bovi
Inizia con il candidato del centrodestra Franco Testi la serie di interviste che Umbria24 dedicherà nei prossimi giorni agli aspiranti sindaco di Corciano, Umbertide e Passignano sul Trasimeno, al voto il 10 giugno insieme a Spoleto, Terni, Trevi, Monte Santa Maria tiberina e Cannara. A Corciano, oltre al sindaco uscente Cristian Betti Testi dovrà vedersela con Chiara Fiorini del M5s e Daniele Vento del Prc.
In caso di vittoria, quali ritiene siano le tre misure più urgenti da varare?
«Sicurezza e immigrazione, con misure urgenti di presidio del territorio. Per quanto riguarda il sociale lo slogan è “Prima i corcianesi”. Voglio la riprogettazione di un sistema di servizi a tutela dei cittadini corcianesi riconosciuti a seconda degli anni – minimo 10 – di permanenza sul territorio, rispondendo alle esigenze delle fasce sociali più deboli. E poi sostegno al quoziente familiare, alle famiglie con giovani tossicodipendenti, ai genitori separati, ai disabili, che dovranno avere priorità nell’accesso ai servizi. Ci impegniamo a rivedere le politiche di assegnazione delle case popolari, l’offerta dei servizi e delle prestazioni nei centri salute, i servizi scolastici con particolare attenzione alla prima infanzia e ai servizi mensa. In più ci sarà una analisi del Bilancio con l’individuazione dei primi tagli agli sprechi».
Pensa possano esserci margini per tagliare tasse e tariffe? Se sì,in quale misura?
«Sul tema verrà fatta una approfondita analisi del bilancio, in modo da ottenere cospicui tagli agli sprechi ed efficienza reale della macchina amministrativa; inoltre sul tema rifiuti la gestione Pd si è dimostrata fallimentare, perdiamo soldi e l’efficacia della raccolta non è garantita.
Studieremo le misure appropriate atte a ottenere un sistema più efficiente, applicando la “tariffa puntuale” in modo da generare benefici sia economici sia a tutela della salute dei corcianesi. Betti, nel suo doppio ruolo di sindaco e presidente Auri, ha gravi responsabilità e si rende da un lato complice acritico e silente della mala gestione Pd, dall’altro si dimostra incapace di porre freno agli aumenti, con aggravi costanti delle tariffe e sperpero di ingenti risorse».
La sicurezza, anche quella percepita, è uno dei problemi più sentiti dai cittadini. Nel territorio c’è un fenomeno di microcriminalità – anche minorile – che gravita intorno e dentro le grandi aree commerciali. Coi mezzi che avrà a disposizione come sindaco, cosa intende concretamente fare in generale riguardo al tema sicurezza?
«In qualità di sindaco intendo avvalermi del mio potere di ordinanza per i primi interventi urgenti a tutela della sicurezza. Verrà da un lato effettuata una accurata mappatura dei sistemi di videosorveglianza e illuminazione, incrementandoli ove necessario, dall’altro verranno orientate le attività della polizia locale verso un capillare presidio del territorio, incluse le frazioni; verrà valutata la possibilità di attivare la figura dei volontari civici di quartiere, in piena sinergia con le autorità preposte. Stop poi all’incontrollato ingresso degli immigrati clandestini nel Comune, monitoraggio puntuale e impiego delle presenze a beneficio della Comunità, mediante lavori di pubblica utilità. Inoltre metteremo in atto piani di prevenzione riguardo al microcrimine (anche minorile), attivando anche sinergie con le associazioni e le parrocchie, in maniera tale da recuperare un diverso senso di comunità».
Quali sono le priorità in tema di trasporti? Più in particolare la situazione del traffico tra Olmo ed Ellera specialmente negli orari di punta rimane critica: si può intervenire?
«Il tema della viabilità nell’area critica tra Olmo ed Ellera – ne è esempio evidente la saturazione costante della rotatoria Quattrotorri – andrà affrontato più in generale con una pianificazione urbanistica organica, studiando nuove modalità, integrando mobilità alternativa e tracciati pedonali. La sinergia con il Comune di Perugia sarà essenziale per uno studio e una ridefinizione delle criticità incidenti tra Ellera e Olmo mediante uno specifico accordo di programma per la viabilità».
Un tema che riguarda il territorio è quello dell’abbandono dei piccoli borghi e della carenza di attività commerciali al loro interno, dato che le grandi aree commerciali la fanno da padrone. Come si può intervenire?
«La rivitalizzazione del territorio passa anche per un rilancio del turismo in tutte “le perle” che contraddistinguono il nostro patrimonio artistico; dovremo rivisitare le iniziative culturali e lanciare il piano per i “Mercati dei borghi”. In più penso a circuiti turistici mirati – ad esempio circuiti ciclo-pedonali che uniscano Villa del Cardinale con Villa Pieve del Vescovo e la Necropoli Etrusca – e a una rivitalizzazione dell’evento culturale di eccezione “Agosto Corcianese”, arricchendolo e rendendolo più fruibile in forma itinerante tra i borghi. Studieremo un piano di incentivazione per creare un sistema di commercio diffuso, in special modo nelle frazioni a beneficio di residenti e turisti. È vitale per il Comune invertire la rotta che nel passato ha creato cattedrali ed eccessiva concentrazione a scapito della vivibilità complessiva del territorio».
Indichi un provvedimento concreto e strategico che intende adottare per ognuno di questi tre temi: socialità, ambiente e sviluppo economico.
«Per quanto riguarda il sociale “Prima i Corcianesi”, ovvero nuovi criteri di assegnazione delle case popolari e di tutte le agevolazioni economiche per le fasce sociali più deboli. Per l’ambiente interventi a costo zero mediante un modello di “adozione” per spazi verdi e parchi pubblici, garantendone decoro e sicurezza. Riguardo infine allo sviluppo economico, riqualificazione del parco commerciale Taverne e creazione di un fondo di garanzia per il microcredito a commercianti e artigiani che riportino le attività nei borghi».
