di Gordon Brasco

Qualcuno ha detto per caso la parola «Prequel»?  Ci mancavano solo gli «allegri» scimmiotti della leggendaria quadrilogia degli anni ’70 per condannare lo spettatore all’ennesimo rimpasto di copioni già vecchi spacciati per la novità dell’anno.

Senza pathos Di suo il film non è neppure male: ottimi gli effetti speciali, buona la fotografia e la recitazione del cast però …c’è un «però» grande come una casa che galleggia pericolosamente per tutto il film e che secondo noi alla fine affonda il Titanic di turno ed è la mancanza di pathos. Il pianeta delle scimmie del 1968 (diretto da Franklin J. Schaffner con un geniale Charlton Heston) è un vero capolavoro: non solo per come la storia si svolge, ma soprattutto perché il regista riesce a creare un crescendo di colpi di scena fino a centrare il vero Coup de Theatre, ovvero che il pianeta su cui sono atterrati gli astronauti Taylor, Landon e Dodge in realtà è la Terra e non un pianeta alieno! Fantastico …già …ma non è replicabile, una volta scoperta l’ultima carta il film perde ogni appeal ammesso che qualcuno lo voglia rivedere una seconda volta (un po’ l’effetto The Others se vogliamo un esempio più contemporaneo) …ma perché questo sermone sulla pellicola del ’69? Semplice, il fatto è che lo spettatore va al cinema già sapendo quale sarà l’epilogo finale (la terra in mano alle scimmie e gli umani ridotti in schiavi) e questo non permette di appassionarsi veramente alla storia, di lasciarsi sorprendere. È come vedere un film su Poirot avendo letto tutti i gialli di Agatha Christie…non c’è gusto.

Meglio un giro allo zoo Che poi il lavoro di Wyatt abbia di buono di rispondere attraverso la narrazione degli eventi a moltissime domande lasciate irrisolte nei vari film che si sono succeduti, nessuno lo nega, però è troppo poco per poterlo definire davvero una pellicola «assolutamente da vedere». Insomma vale la pena andare al cinema e guardarsi gli scimmiotti arrabbiarsi e conquistare il mondo? Si se non avete mai visto i film degli anni ’70 o avete una serata libera in cui davvero non sapete cosa fare, in tutti gli altri casi se proprio non riuscite a pensare ad altro che alle scimmie fatevi un giro allo zoo.

Un film di Rupert Wyatt. Con James Franco, John Lithgow, Freida Pinto, Brian Cox, Tom Felton. Titolo originale Rise of the planet of the apes. Avventura, durata 105 min.  USA 2011. -20th Century Fox

Trama: L’arroganza dell’uomo provoca una catena di eventi che è la causa dell’intelligenza delle scimmie e di un cambiamento nel nostro ruolo di specie dominante il pianeta. Caesar, la prima scimmia intelligente, viene tradita dagli uomini e si ribella per condurre la propria spettacolare razza alla libertà e alla resa dei conti con l’Uomo.

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Perugia

Gherlinda: 16.35 18.55 21.15

Uci Cinemas Perugia (ex Giometti): 17.30 20.15 22.40

Foligno

Multisala Clarici: 15.00 17.30 20.00 22.30

Bastia Umbra

Cinema Esperia: 20.30 22.30

Terni

Cityplex Politeama Lucioli: 10.00 16.30 18.30 19.00 20.30 21.30 22.30

The Space:  15.35 17.50 20.05 22.20

Orvieto

Multisala Corso: 20.00 22.00

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One reply on “L’alba del Pianeta delle scimmie? Meglio un giro allo zoo che un prequel rimpastato e senza pathos”

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