di Enzo Beretta
Lontana dalle elitarie poltroncine del teatro Cucinelli quest’anno la 166ma festa della Polizia si è celebrata nel quartiere più caldo di Perugia – Fontivegge – palcoscenico di episodi di spaccio e microcriminalità. #EsserciSempre è l’hashtag che ha accompagnato la cerimonia in piazza del Bacio dove il questore Giuseppe Bisogno, a pochi mesi dal suo insediamento, è riuscito a realizzare il progetto al quale si era dovuto arrendere per questioni meteorologiche Carmelo Gugliotta.
‘Andiamo dove c’è maggior domanda di sicurezza’ «Vogliamo essere soprattutto dove c’è maggior domanda di sicurezza – ha scandito Bisogno nel corso del suo intervento -. Di fronte alla paura può arrivare a sgretolarsi anche la parola tolleranza ma noi vogliamo ascoltare chi ha paura e metterci dalla sua parte» in quanto «gli episodi di microcriminalità generano preoccupazioni, ansie e timori che meritano la nostra attenzione».
Delinquenza suscita reazioni emotive «Spesso la presenza di stranieri irregolari che delinquono suscita reazioni emotive nell’opinione pubblica – ha detto Bisogno – influenzate anche da frequenti strumentalizzazioni». Proprio per questo è necessario individuare il giusto equilibrio tra l’«accoglienza e l’integrazione delle persone oneste che hanno diritto di asilo» e il «rigore» contro chi «si rifiuta di rispettare le nostre leggi».
Lotta a spaccio e criminalità Tra le «priorità di intervento» sono state indicate, dunque, il «contrasto di ogni forma di criminalità da strada» e la lotta allo spaccio di droga. Stando a quanto riferito la Digos di Perugia – diretta da Pierandrea Taurelli, appena promosso primo dirigente – nell’ambito di operazioni contro l’eversione e il terrorismo ha allontanato 13 persone ritenute pericolose mentre sono 374 i provvedimenti di espulsione emessi dall’Ufficio immigrazione. Seguendo i flussi di denaro, però, sono state portate avanti le più importanti operazioni della squadra mobile, considerata la «punta di diamante» dell’attività investigativa: i soldi continuano a rappresentare la calamita «per le organizzazioni malavitose, anche di tipo mafioso». Grande attenzione viene, inoltre, rivolta alle fasi di ricostruzione post-terremoto.

giusto,,,,vogliamo più sicurezza in questa zona,,,è pericolosa tra criminali,spaccciatori, furti, prostituzione,degrado ecc.