frantoi aperti
Frantoi aperti

Sabato 28 ottobre aprirà le porte la 20/a edizione di Frantoi Aperti in Umbria, manifestazione che si protrarrà fino al 26 novembre. Sui 20 anni trascorsi si è voluto esprime Paolo Morbidoni, presidente dell’Associazione Strada dell’olio extravergine d’oliva Dop Umbria, già sindaco del Comune di Giano dell’Umbria, uno dei primi comuni che ha creduto nell’evento e che ha investito nel settore olivicolo. Morbidoni in questo suo racconto ha voluto ripercorrere un percorso di vita, di agricoltura, di economia e di passione per la propria terra.

di Paolo Morbidoni

Gli ulivi sono come i figli. Non te ne accorgi e in poco tempo hanno vent’anni. Penso a questo osservando una “chiusa” che quando cominciò l’avventura di Frantoi Aperti, nel 1997, ancora non c’era. Questi ulivi rigogliosi e produttivi, curati dagli occhi attenti degli agronomi, attraversati da rombanti trattori, sistemati da potatrici pneumatiche, raccolti da rumorosi bacchiatori, vivono oggi una vera rivoluzione colturale che faticosamente sta vincendo consuetudini e tradizioni che in molti casi erano immutate da secoli.
Venti anni sono un periodo lungo. In alcuni casi non accade un granché, in altri si fanno rivoluzioni. Nel caso dell’olivicoltura umbra, quasi nulla è più come prima: nel 1997 non c’era la Dop, si cominciava la raccolta a fine novembre, si mettevano le olive nei sacchi di iuta, ancora in tanti frantoi erano le grandi macine di pietra a scandire i tempi di lavorazione e si prendeva spesso l’olio sfuso, in contenitori molte volte improvvisati.
Un’immagine che sembra ormai appartenere a una storia lontana. In quegli anni, in quell’incubatore di idee che è stato per diversi anni il Centro Agroalimentare dell’Umbria guidato dall’imprenditore Marco Caprai, nasce l’embrione di Frantoi Aperti di oggi, nel solco di quella prima timida esperienza di turismo esperienziale costruita intorno alle cantine produttrici di vino. Aprire i frantoi in quegli anni sembrava una eresia: luoghi spesso impreparati all’accoglienza di visitatori, opifici senza fronzoli, grigi e impregnati di odori acri di morchie, pensati solo per estrarre e conservare olio. Tutto concentrato in un week end di novembre per vedere l’effetto che faceva.
La prima volta fu confortante, al punto che si pensò di ripeterla. Da lì sono già passati venti inverni. Il marchio registrato Frantoi Aperti ha consentito all’Umbria di fregiarsi di questa primazia e di conservarla ancora oggi, a corollario di un basico produrre che abbisogna come il pane di divulgazione e conoscenza verso i nuovi “clienti” dell’Olio, non più semplici consumatori da supermercato, ma appassionati cercatori di cose buone.
Oggi i Frantoi sono diventati moderni e accoglienti, si aprono sale degustazioni, spazi dove mostrare prodotti dal packaging accattivante, funzionale, colorato, antimacchia, che stanno consegnando all’archeologia commerciale le bottiglie tradizionali di liquido giallo.
L’olio, comunemente, banalmente denominato, sta scomparendo per lasciare il posto agli “oli”; una declinazione plurale che rende finalmente merito ad uno straordinario pezzo della nostra alimentazione. Dop e monovarietali, stanno diventando dei veri ambasciatori di territorio, carichi di profumi e aromi che impianti moderni riescono a tirar fuori dalle piccole drupe, coccolate e blandite come mai prima d’ora.
Ad essere rimasti immutati sono alcuni riti, il “boccione” di vino “nero” in bella vista accanto al filone del pane sciapo, la graticola sempre calda per approntare la bruschetta con l’olio nuovo per gli avventori, clienti o produttori che siano.
Nel Frantoio, complice la natura ancora in buona parte familiare dell’azienda agricola e la presenza nutrita di piccoli proprietari che moliscono le loro olive, si trova un ambiente caldo e informale, in cui si intrecciano discussioni animate che vanno dal calcio alle “rese” dell’olio, fino alle discussioni sulle vicende di paese. I temi che normalmente trovi nei bar di campagna, per un paio di mesi si trasferiscono in questi luoghi carichi degli odori intensi della molitura. Poche manifestazioni hanno il carico emozionale che ha Frantoi Aperti.
Oggi grazie a questo evento, che lega le piazze medievali dei borghi e luoghi di produzione, la nuova stagione dell’Olio diventa l’anima vibrante dell’Umbria autunnale. Per questo, dopo 20 anni, di Frantoi Aperti si può dire tutto il bene del mondo: un evento che ha anticipato il marketing territoriale; che fa rete; che offre una ribalta inconsueta a un rito che è quasi aristocratico, patrimonio del popolo delle campagne; che educa non solo al buono, al pulito e al giusto, ma anche al bello; che invita a vivere l’Umbria insolita, nebbiosa, indolente, più rossa che verde; che si prepara a sonnecchiare prima del lungo inverno, ma che offre il meglio dei frutti della sua terra, dal vino, ai funghi e ai tartufi.
Ecco, Frantoi Aperti quest’anno è un libro aperto che comincia il 28 ottobre e finisce il 26 novembre e che questo anno, in via eccezionale, avrà la sua “Benfinita” a Castiglione del lago dal 1° al 3 dicembre. Un racconto che stupisce ad ogni pagina, che emoziona, che si legge d’un fiato e che quando è finito lascia le dita unte di un inchiostro verde smeraldo che ha la particolarità di essere edibile.
Un racconto autentico che si offre per un mese intero al turista, appassionato o semplice curioso. Con intorno le piazze addobbate a festa, le degustazioni e la possibilità di riportarsi indietro un pezzo di questi sapori di queste storie dentro una lattina o una bottiglia di olio nuovo. Ma la differenza più grande rispetto a venti anni fa è che, entrando nelle aziende, non trovi più il contadino sessantenne aggrottato e incerto sul destino, ma giovani motivati e carichi di entusiasmo che ti parlano di un olio declinato al futuro, di sostenibilità, di salute, di innovazione, di un modello di vita che torna ad avere radici solide nella terra.
Guardando alle ultime grame e quasi strazianti annate olearie verrebbe da piangere. Ma poi, avendo il privilegio di assaggiare il primo olio già mentre scrivo, i primi giorni di ottobre, vengo sopraffatto da profumi e sapori che inebriano e mettono allegrezza. Il rito del pane e dell’olio è un formidabile propiziatore di buona ventura.

32 frantoi aperti L’Umbria quindi celebra da 20 anni l’olio extravergine d’oliva con la manifestazione Frantoi Aperti. Un evento che ha l’obiettivo di promuovere l’Umbria rurale, quella dei piccoli comuni, dei piccoli produttori della qualità e della filiera corta. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Strada dell’Olio e.v.o di Oliva Dop Umbria, che celebra la produzione dell’Olio evo Dop Umbria, valorizzando nel contempo il turismo rurale e i borghi medioevali umbri. Cuore dell’evento in programma dal 28 ottobre al 26 novembre per 5 fine settimana consecutivi, saranno i 32 Frantoi aderenti all’iniziativa, luoghi d’incontro e di socializzazione. La visita ai frantoi consentirà di respirarne appieno l’atmosfera, assistendo, grazie all’accoglienza e alla guida del frantoiano, alla spremitura delle olive, riscaldandosi davanti al fuoco del camino, apprezzando con le degustazioni accompagnate da pane bruscato e vino, le caratteristiche dell’olio nuovo e partecipando alle tante iniziative da loro organizzate. Il Frantoio Oleario Bartolini di Arrone e Le Vecchie Macine di Assisi propongono degustazioni di bruschetta all’olio nuovo e visite al frantoio. Anche a Campello sul Clitunno presso l’Antico Frantoio Carletti e presso l’Azienda Agraria Marfuga si possono fare assaggi di olio novello, mentre il Frantoio Oleario Eredi Gradassi propone una “Cooking Class” sulla preparazione di piatti tipici umbri. Al Frantoio Settimi di Castel Ritaldi anche i bambini possono fare l’esperienza della raccolta delle olive con visita guidata del frantoio. Nella zona del Lago Trasimeno è possibile visitare la Cooperativa Oleificio Pozzuolese di Castiglione del Lago che in occasione di Frantoi Aperti propone un mini corso di degustazione di olio sotto la guida di un esperto assaggiatore. A Città della Pieve presso il Frantoio Il Tempio dell’Oro sono in programma anche quattro serate danzanti all’insegna della musica blues e del liscio. A Foligno è possibile visitare il frantoio storico dell’azienda Clarici, invece per gli amanti dello sport all’aria aperta, il Frantoio Petesse organizza tutti i sabati una camminata tra gli ulivi aziendali e un trekking naturalistico per le colline umbre di media difficoltà e adatto a tutti, mentre il Frantoio Sassovivo propone una facile e suggestiva passeggiata collinare che conduce al quattrocentesco convento di San Bartolomeo. Sempre a Foligno, il Frantoio Oleificio Sociale – Olio Il Castello propone una originale degustazione di gelato all’olio extravergine d’oliva per un fuori stagione da veri sfiziosi. A Giano dell’Umbria, il Frantoio Filippi, che aderisce per la prima volta alla manifestazione accogliendo i visitatori nelle sua struttura moderna, il Frantoio Flamini, il Frantoio Moretti Omero, azienda biologica produttrice di olio e di vino con cantina, e il Frantoio Speranza, che propone un originale “Buffet del Frantoiano”. Nel comune di Gualdo Cattaneo, noto come il comune dei castelli, sono 6 i Frantoi Aperti: il Frantoio Silvestri, che apre le sue porte proprio in occasione dei 20 anni di Frantoi Aperti, il Frantoio Az. Agr. Casa Rocco, il Frantoio Neri Nilo, il Frantoio Clerici, il Frantoio Az. Agraria Bacci Noemio e il Frantoio Rinalducci che propongono degustazioni di olio nuovo e guidano i visitatori all’interno del loro frantoio. A Montecchio, al Frantoio Az. Agr. Alessandro Ricci è possibile fare passeggiate e corsi di assaggio d’olio tra gli ulivi, mentre Al Vecchio Frantoio F.lli Bartolomei è possibile visitare il museo tematico dell’azienda, ricco di vecchi macchinari e utensili antichi meticolosamente raccolti, e di illustrazioni e foto d’epoca relativi alla coltura dell’olivo. Gli altri luoghi di produzione da visitare sono a Panicale l’Oleificio Coop. Il Progresso, a Perugia il Frantoio Berti, dove si può assaggiare finissimo cioccolato Milepi all’olio extravergine d’oliva; a Spello il Frantoio di Spello uccd dove si tiene una conferenza sul territorio e la cultura dell’olio spellano. A Spoleto il Frantoio del Poggiolo – Monini e a Todi il Frantoio La Casella, entrambi propongono assaggi d’olio e visite al frantoio. A Trevi sono tre i frantoi aderenti alla manifestazione: il Frantoio del Gusto, il Frantoio Gaudenzi e la Società Agr. Trevi Il Frantoio.

Info Per maggiori informazioni su Frantoi Aperti e per i programmi di ogni città e frantoio aderente: www.frantoiaperti.net, info@stradaoliodopumbria.it, Tel. 0742 332269.

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