«Non risulta effettuato alcun versamento da parte del vostro ente a questa Usl, quindi dopo una verifica contabile si sollecita con ogni urgenza il pagamento delle somme contabilizzate, riferita alla copertura delle quote della gestione dell’attività sociale delegata ed a integrazione socio-sanitaria per le annualità 2015/2016/2017. Dovendo l’Usl Umbria 2 procedere al pagamento di fatture scadute o in scadenza e per garantire la continuità dei servizi erogati, si sollecita il pagamento con ogni urgenza».
Usl Umbria 2, i debiti del Comune di Terni Questo il contenuto di una lettera inviata a Palazzo Spada da parte della Usl Umbria2, firmata dal responsabile del servizio economico finanziario Dottoressa Anna Rita Ianni ed inviata per conoscenza al direttore del distretto Stefano Federici ed al vicesindaco Francesca Malafoglia. «Di cosa stiamo parlando? –tuonano i Cinque stelle -. Questo è quello che vorremmo capire quanto prima. Di fatto il Comune di Terni ha delegato i servizi sociali all’Usl Umbria2 quindi assistenza residenziale, semiresidenziale e domiciliare. Nella delibera del direttore generale dell’azienda sanitaria, risalente al 2013, si evince che l’affidamento comporta una spesa annua di 991.705 euro che gravano sul bilancio sociale, che fa riferimento agli esercizi di spesa del Comune di Terni. Essendo la richiesta dell’Usl 2 relativa a tre annualità (2015/2016/2017) – proseguono i grillini – si tratta potenzialmente di cifre allarmanti, su cui è il caso che le amministrazioni dei due enti coinvolti facciano chiarezza immediatamente, senza ulteriore indugio, è fondamentale sapere a quanto ammonta il debito in questione e come sia stato inserito nei vari bilanci di Palazzo Spada».
Movimento cinque stelle «Sottolineiamo – concludono i Cinque stelle – che anche in questo caso nella primavera del 2017, avevamo presentato via Pec una formale richiesta di accesso agli atti al Comune di Terni, proprio per sapere se l’amministrazione Di Girolamo aveva provveduto a liquidare tali importi, in questo caso la dirigente d’area (dottoressa Virili) aveva preferito rispondere con una non risposta, trincerandosi dietro una presunta mancanza di chiarezza nella nostra missiva, se pur si chiedesse fra le altre cose esplicitamente e molto chiaramente conto di questi importi».
