di Dan. Nar.
In un gioco reale e simbolico di doppi piani e dimensioni che si comprendono annullandosi, e viceversa, si muove lo spettacolo ‘Paradossi d’Amore’. Domenica 12 marzo, con inizio dalle ore 17 nella sala della Vaccara di Palazzo dei Priori a Perugia (ingresso è libero), in scena a musicarli e a declamarli sarà UmbriaEnsemble con le letture di Women@Work.
Tra parole e suoni Protagonisti saranno due musicisti (Luca Ranieri, viola, M. Cecilia Berioli, violoncello) e due scrittori (Costanza Bondi, Giampiero Tasso) che in una partitura originale, articolata tra parole e suoni celebrano in modo non convenzionale l’amore nelle sue innumerevoli (e perfino contraddittorie) sfaccettature, al culmine di una settimana che vede numerosi eventi dedicati alla Festa della Donna.
Tra memoria e passione Tratte da ‘Presente Assente, paradosso di un amore’ – romanzo scritto a quattro mani da Costanza Bondi e Giampiero Tasso, pubblicato da Futura Edizioni e definito dalla critica “il romanzo poetico più romantico degli ultimi tempi” – le letture scelte ed affidate alla viva voce degli stessi autori, dialogano con le pagine della letteratura musicale classica e romantica (Corelli, Vivaldi, Bach, Beethoven, Faurè) in un sottile gioco timbrico tra viola e violoncello, dove le sonorità sconfinanti tra i due strumenti ben interpretano l’itinerario, percorso sempre sulla linea di confine, di questo viaggio tra memoria e passione, follia ed ironia, lucidità e sublimazione.
Paradossi d’amore Le contraddizioni – apparenti o reali – si dice siano il sale della vita, che di esse è costellata. Le contraddizioni che insistono sull’esperienza comune, sulla nostra vita, negandone l’immediata “verità”, si dicono paradossi. Paradossi che investono la nostra percezione della realtà quotidiana, i nostri sensi, finanche i nostri sentimenti, e che sono tuttavia il più potente stimolo alla riflessione ed alla conoscenza. E dove, più che nell’amore, il paradosso disegna le sue trame più imprevedibili? Amplificati dall’eco dell’altro, i paradossi d’amore acquistano forme spesso tanto iperboliche da trasformare un sentimento nel suo opposto.
