di Daniele Bovi
Quando ripartirà l’impianto di compostaggio di Pietramelina? Al momento nessuno sembra avere una risposta precisa ma intanto, dopo le indiscrezioni filtrate mercoledì dopo il consiglio di amministrazione di Gesenu, giovedì qualche altro dettaglio sullo stop è emerso. In teoria il fermo dell’impianto, disposto dalla Regione in seguito ai sopralluoghi di Arpa e Corpo forestale dello Stato, sarebbe dovuto durare solo qualche giorno, tanto che venerdì scorso l’impianto, dopo i lavori di adeguamento richiesti, avrebbe dovuto ricominciare a marciare. E invece niente. La determina dirigenziale della Regione 10281 del 24 ottobre scorso, quella con cui si dà il via libera al refitting del bioreattore di Borgogiglione, autorizza quest’ultimo a trattare la Forsu, cioè la frazione organica (quella umida) che arriva dall’indifferenziata e che prima di essere stoccata in discarica deve essere biostabilizzata.
Lo stop Questo tipo di rifiuto ha il codice Cer 191212, ed è l’unico per cui la determina dà l’autorizzazione. Nel ‘vecchio’ bioreattore invece veniva trattato anche il 190501, cioè lo scarto del compost prodotto dall’impianto di Pietramelina. Insomma, da quest’ultimo esce un rifiuto con un codice che Borgogiglione non può trattare. Questa situazione produce due conseguenze: la prima è che con Pietramelina ancora fuori servizio tutti i rifiuti organici prodotti dai 24 comuni dell’Ati 2 continuano a viaggiare verso un impianto Hera dell’Emilia Romagna; e non trattandosi di beneficenza bensì di business ovviamente ciò comporta un costo per le aziende che devono smaltirli. La seconda conseguenza è che, se non autorizzato l’impianto refitted di Borgogiglione, Gest e Gesenu dovranno comunque cercare un altro posto dove portare lo scarto del compost.
L’inchiesta Quanto all’inchiesta, giovedì di fronte al pm Valentina Manuali avrebbe dovuto rispondere alle domande Luca Rotondi, ex responsabile delle gestione operativa e organizzativa della discarica di Borgogiglione; Rotondi si è però avvalso della facoltà di non rispondere dato che ancora il suo legale, Nicola Di Mario, visto il segreto istruttorio non ha avuto la possibilità di accedere agli atti nella loro interezza.
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