Il tribunale nuovo di Perugia (Foto Troccoli)

di Francesca Marruco

Hanno incrociato le braccia anche a Perugia i lavoratori della giustizia. Dalle 10.30 alle 12.30 di questa mattina gli impiegati RdB /Usb del tribunale si sono astenuti dal loro lavoro per protestare,  perché, come recita il volantino distribuito «non è questa la giustizia che vogliamo e che serve ai cittadini».  Secondo queste persone, che nei tribunali lavorano giornalmente e ne conoscono perfettamente ogni aspetto, per migliorare l’efficienza e l’efficacia del servizio, ci sarebbe bisogno di investire in strutture, strumenti e tecnologie, sbloccare il turn over, assumere nuovo personale, fermare le esternalizzazioni e impedire che il servizio pubblico della giustizia sia gestito dai privati. Chiedono anche di snellire le procedure e avviare il personale ad una formazione costante.

Colpa degli ultimi governi Nel corso degli ultimi 15 anni, spiegano nel volantino che hanno distribuito, i governi «hanno fatto a gara per affossare il servizio addossandone  la responsabilità ai lavoratori». E lo hanno fatto con riforme che si sono susseguite «a ritmo vertiginoso e schizofrenico che hanno prodotto un aggravio dei carichi di lavoro e che dilatano i tempi della giustizia». Anche la  riduzione delle piante organiche passate dalle 53.000 del 1995 alle 40.000 attuali ha influito negativamente sul quadro generale della situazione, così come il blocco delle assunzioni«causa della cronica carenza di personale negli uffici giudiziari».

Si chiede aiuto ai cittadini I lavoratori della giustizia chiedono ai cittadini un impegno comune per difendere e rilanciare un servizio che dovrebbe essere costituzionalmente garantito. «L’assurdo – si legge in chiusura nel volantino distribuito – è che i politici sono liberi di distruggere mentre i lavoratori sono costretti a chiedere scusa per lo sfascio e insieme ai cittadini pagano il prezzo dei disagi».

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