Firmato il patto tra il Due Mondi e il Festival di Cartagena. C’è la collaborazione attiva per la promozione delle due prestigiose manifestazioni, m anche la realizzazione di comuni iniziative culturali e di spettacolo, al centro del protocollo siglato sabato mattina a Palazzo Mauri dal sindaco Fabrizio Cardarelli, dal direttore artistico del Festival di Spoleto, Giorgio Ferrara, dalla presidente della Fondazione Victor Salvi, Julia Salvi, e dal direttore artistico del Festival Musicale di Cartagena, Antonio Miscenà.
Patto tra il Due Mondi e il Festival di Cartagena Alla firma dell’accordo, che peraltro si è già concretizzato con la produzione dell’opera Le Nozze di Figaro che ha inaugurato il Due Mondi venerdì sera, erano presenti anche Bertha Lucia Arnedo Redondo, direttore generale dell’Instituto de Patrimonio y Cultura de Cartagena, insieme a una nutrita rappresentanza di personalità del mondo istituzionale ed economico della città boliviana. «Poter celebrare l’inizio di una collaborazione importante tra le città di Spoleto e di Cartagena, che auspichiamo possa durare molto tempo – ha detto il sindaco di Spoleto – è motivo di grande soddisfazione. Questo protocollo avvicinerà due comunità geograficamente distanti attraverso il fecondo scambio di idee e di persone, di stimoli creativi e di espressioni culturali, di esperienze ed emozioni. Una collaborazione che è un’occasione preziosa per arricchire le nostre rispettive proposte artistiche, creando situazioni e dinamiche che saranno di beneficio reciproco per i due festival e per le due città».
Le Nozze di Figaro volano in Colombia I dettagli del patto li ha illustrati direttamente il direttore del Due Mondi: «Per ora l’intesa prevede la presentazione delle Nozze di Figaro al prossimo Festival di Cartegena del 2017, ma – ha proseguito – i sottoscrittori dell’accordo hanno anche parlato della presentazione al Festival di Spoleto di uno spettacolo di produzione del Festival di Cartagena», un trampolino di lancio importante per scoprire giovani talenti e artisti colombiani, un aspetto questo sottolineato dal direttore artistico del festival boliviamo, Antonio Miscenà.
