Lucia Crisanti, 30 anni di Foligno

di Enzo Beretta

La favola di Lucia Crisanti incanta Conegliano Veneto. Il capolavoro della giocatrice di volley si completa con il titolo di campionessa d’Italia arrivato ieri sera per una strana coincidenza quasi in simultanea al miracolo del Leicester di Claudio Ranieri. «Se a settembre qualcuno mi avesse detto che quest’anno avrei vinto lo scudetto probabilmente gli sarei scoppiata a ridere in faccia – scrive sul suo profilo Facebook -. Invece ora sono qua, campionessa d’Italia. Ancora non ci credo…».

«Ero senza contratto» Lucia Crisanti, originaria di Foligno, 30 anni appena compiuti, a settembre era senza squadra. Un paio di mesi a Vicenza e poi la centrale firma il contratto con la Imoco Volley, la squadra della città dove è nato Alessandro Del Piero che oggi esulta su Twitter: «Bravissime ragazze di Conegliano, complimenti per il mitico scudetto».


Numero 14 Tornando alla leggenda del Leicester la giocatrice numero 14 della Imoco spiega a Umbria24 che «il lavoro paga sempre». «Lo sport – aggiunge la Crisanti – è sacrificio e pazienza, non deve mancare la fortuna ma è importante la coalizione e la volontà di tutti a remare dalla stessa parte. Ecco il punto d’incontro tra la Imoco e il Leicester». Sacrificio e pazienza hanno caratterizzato la carriera di Lucia che ha iniziato a giocare a pallavolo all’età di 12 anni. Gli infortuni hanno segnato i suoi campionati: «Nel 2006 mi sono fatta male al ginocchio sinistro quando giocavo nel Perugia, nel 2012 e nel 2013 invece al ginocchio sinistro. Tre brutti stop che hanno influenzato la mia carriera».

Niente da perdere Oggi, però, dopo mille difficoltà, ore di palestra e duri allenamenti Lucia è campionessa d’Italia. «E’ una soddisfazione grandissima – spiega -. Per me arriva in un momento inaspettato». «Quando sono arrivata a Conegliano sono entrata a far parte di un gruppo ben attrezzato – aggiunge – consapevole di poter far bene. In Coppa Italia siamo state eliminate ai quarti di finale e la strada si è messa in salita. Ogni squadra che giocava contro di noi sapeva di non aver niente da perdere e tutti i nostri avversari davano sempre il massimo».

La laurea e le olimpiadi Lucia ha già in mente il suo futuro e il 17 marzo si è laureata in scienze motorie: voto 109, ha discusso la tesi il giorno dopo i festeggiamenti del 30mo compleanno. Ad agosto si terranno le olimpiadi a Rio de Janeiro. Un sogno? «Forse troppo lontano». Come sembrava lontano, sette mesi fa, vincere il tricolore senza avere neppure una squadra.

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