Noemi e Antonino erano a bordo di un Cessna 172

di Francesca Marruco

Noemi Moscetta e il suo istruttore Antonino Sarica sono morti la sera del 20 gennaio 2008 precipitando con un Cessna nelle campagne di Bastia Umbra perché non era stato sostituito un filtro di fondamentale importanza per la sicurezza in volo.  E a dirlo e ripeterlo alla torre di controllo prima dello schianto era stato proprio l’istruttore a bordo del velivolo: il guasto che stava causando la loro caduta era all’orizzonte artificiale, lo strumento che indica l’assetto dell’aereo, e che quindi, guida i piloti anche in condizioni di  scarsa visibilità, come era quel giorno nelle campagne di Costano.

Giovedì mattina al giudice per l’udienza preliminare Luca Semeraro il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini ha chiesto di rinviare a giudizio Riccardo Marano, Gerardo Marziello e Alberto Lucantoni, rispettivamente legale rappresentante della Aviomar, capo controllo e responsabile della gestione tecnica della Aviomar e funzionario dell’Enac addetto alla verifica delle condizioni di navigabilità degli aeromobili della Aviomar.

Noemi voleva diventare pilota, e, insieme al suo istruttore stava facendo un volo in notturna. Sia lei che il suo istruttore morirono sul colpo. I loro corpi straziati vennero ritrovati nelle lamiere del Cessna. I loro familiari ora, chiedono che chi non ha provveduto a sostituire quel filtro per garantire la sicurezza in volo, paghi, oltre che da un punto di vista penale, anche un risarcimento monetario.

Marano, Marziello e Lucantoni sono accusati di omicidio colposo e di delitto colposo di danno.  Il pm Giuseppe Petrazzini, in seguito all’incidente aveva nominato un perito che aveva poi depositato una relazione in cui si diceva che la sostituzione fittizia del filtro dell’aria aveva quantomeno concorso a determinare l’incidente. E della sostituzione di quel filtro erano responsabili per l’accusa gli odierni imputati. Per cui il gup deciderà nella prossima udienza fissata per giugno.

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