Le tre regioni dell'Italia di mezzo

di D.B.

Dopo quello di fine novembre, il primo, un nuovo incontro a Perugia tra Catiuscia Marini, Luca Ceriscioli ed Enrico Rossi per continuare a parlare di macroregione. Ad annunciarlo è il presidente della Toscana Rossi, intervenuto venerdì a margine di un convegno a Firenze. Al momento la data non è nota ma presumibilmente il nuovo summit (giovedì dopo la Conferenza Stato Regioni i tre si sarebbero dovuti vedere ma non se n’è fatto nulla causa assenza di Rossi) si terrà verso la fine di febbraio. Al tavolo stavolta ci saranno anche i tecnici delle rispettive Regioni, in verità già al lavoro da qualche tempo, che insieme ai presidenti selezioneranno «sette od otto questioni – ha spiegato Rossi – sulle quali cominceremo a lavorare insieme».

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Governance unica Rossi si spinge anche un po’ più in là e parla di governance unica per Toscana, Umbria e Marche: «Continuiamo a fare quello sforzo di elaborazione teorica del quale io sono convinto – ha detto venerdì -, per cui le tre Regioni secondo me hanno delle invarianze strutturali che le rendono per molti aspetti simili e, quindi, è bene che abbiano una governance unitaria e, perché no, un giorno un’unica Regione che potrebbe essere al pari di altre Regioni come ad esempio quelle tedesche che spesso hanno due-tre nomi. Potrebbe essere una Regione Toscana-Umbria-Marche in cui nessuno rinuncia alla propria identità e neanche al proprio marchio a cui noi toscani siamo legatissimi, ma col quale possiamo andare in Europa e anche a Roma a contare di più e a pesare di più».

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Giani Nel dibattito oltre a Ceriscioli, che nei giorni scorsi ha parlato per la sua regione anche di un’altra ipotesi, ovvero quella di una macroregione Adriatica insieme all’Abruzzo, venerdì è intervenuto anche il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani. Quest’ultimo dice «basta con le Regioni a statuto speciale» e chiede un chiarimento sulla composizione della macroregione. «Penso – sottolinea – che non possiamo fare le cose a livello regionale se non abbiamo un’indicazione nazionale. Se l’indicazione sarà quella di creare 5-6 macroregioni, è evidente che allora si dovrebbero mettere insieme tutte, Toscana-Marche-Umbria e anche Abruzzo. Se l’indicazione invece sarà come quella di Diocleziano, che nel 247 dopo Cristo aveva previsto nell’organizzazione dell’impero romano che le regioni in Italia fossero 12, è evidente allora che probabilmente non c’entrano neanche le Marche. A quel punto sarebbe bene che la Toscana si legasse all’Umbria».

TUTTO SUL DOSSIER MACROREGIONE

Ronconi Secondo Maurizio Ronconi invece, coordinatore di Centro democratico Umbria, «il presidente della Toscana, a essere indulgenti, ha una concezione monocratica e post-democratica del governo delle istituzioni. È almeno singolare che immagini una governance unica per tre regioni per poi, confusamente, riconoscere, per grazia ricevuta, a ciascuna il mantenimento della propria identità». L’ex senatore poi sottolinea la necessità di un dibattito tra i cittadini e, nell’eventualità, di un referendum. «Il Centro democratico – conclude – è contrario ai lobbismi istituzionali e rimanda ogni determinazione alle procedure democratiche».

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