di Mar. Ros.

«Non si vede il morto a terra da queste parti e nessuno spara alle serrande dei negozi o incendia automobili, ma le infiltrazioni mafiose esistono in tutto il Centro Italia e anche al settentrione ormai da anni, in Umbria in particolare ci sono ‘ndrangheta e camorra, seppur non radicate. Da queste parti le mafie riciclano e vendono cocaina».

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Nicola Gratteri Procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica del tribunale di Reggio Calabria è uno dei magistrati più conosciuti della Direzione distrettuale antimafia ma è anche saggista e l’educazione alla legalità promossa nel Liceo classico e artistico Tacito di Terni è passata anche attraverso le letture dei suoi scritti (‘Fratelli di sangue’ e ‘La giustizia è una cosa seria’ tra quelli menzionati dalla preside dell’istituto Roberta Bambini).

Palazzo Gazzoli Giovedì mattina lo stesso Gratteri ha incontrato personalmente studenti e docenti nella sala blu di Palazzo Gazzoli. Presenti al tavolo anche il prefetto di Terni Angela Pagliuca, il questore Carmine Belfiore e Bruno Gerardo Lamonaca, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale. In platea presenti, tra gli altri, il consigliere regionale Eros Brega, la direttrice del carcere di Terni Chiara Pellegrini, il comandante provinciale dei carabinieri di Terni Giovanni Capasso, il capo della Volante Giuseppe Taschetti e il presidente uscente della Fondazione Carit Mario Fornaci.

‘Ndrangheta e Camorra in Umbria A proposito delle carceri di massima sicurezza, il magistrato calabrese ha detto: «A volte i familiari dei boss si stabiliscono nella stessa città dei reclusi e quindi chiaramente in quei casi il rischio di radicamento delle mafie aumenta ma negli istituti penitenziari lavorano centinaia di persone più l’indotto. Nella vita – ha commentato – tutto ha un prezzo». Al centro e al nord, ha spiegato Gratteri, la presenza delle mafie si espande a macchia di leopardo ma non siamo di fronte al radicamento di queste organizzazioni: «I reati più comuni che commettono lontano dal sud sono perlopiù riciclaggio e spaccio».

L’illusione dell’isola felice «Per queste tipologie di reato non c’è bisogno del morto a terra quindi l’opinione pubblica non percepisce la criminalità, non protesta e siamo tutti felici e contenti. I primi ad accorgersene sono invece commercianti e imprenditori perché le mafie, immettendo nell’economia il denaro sporco derivante dallo spaccio, fanno saltare le regole del libero mercato e quindi della concorrenza».

Angela Pagliuca «La legalità richiede il rispetto dell’uguaglianza tra cittadini – ha detto la professoressa Bambini – e questo tipo di educazione va oltre il rispetto delle regole, è un sistema di valori che deve innescare un meccanismo virtuoso nella coscienza dei ragazzi perché siano cittadini del mondo consapevoli». Il prefetto Pagliuca: «Valori già presenti nella nostra bellissima Costituzione -ha risposto – e da donna, voglio dire che è stato anche grazie alla sensibilità femminile che l’Assemblea costituente riuscì a produrre questa Carta, amiamola».

Carmine Belfiore «La legalità è un nostro compagno di viaggio – ha detto il questore di Terni – dobbiamo far sì che non si allontani mai da noi. Dobbiamo sempre trovare equilibrio tra doveri e diritti. Probabilmente vi sentite grande ma non conoscete appieno le insidie di questo mondo che vivete – dice rivolgendosi ai giovani studenti -, prestate ascolto ai consigli delle istituzioni, prima di tutto alla vostra famiglia».

Direzione distrettuale antimafia Il nucleo familiare prima, la scuola poi. Da lì passa l’educazione alla legalità, Gratteri lo ripete più volte ma non evita di mettere gli studenti di fronte alla pericolosità anche di queste istituzioni che dovrebbero essere le prime nella fase di crescita e quindi le più protettive: «La mia è una generazione di falliti perché lascia a voi un mondo peggiore di quello che ha trovato, le mamme di oggi ad esempio non si sacrificano più per i figli come una volta, non accantonano mai le proprie esigenze personali, la famiglia si va perdendo. E se una casa è fatta di mafiosi, al 99% lo sarete anche voi così come se fumano, bestemmiano o sono puri. Voi abbiate la forza di non accontentarvi, nella scuola come nella vita. Se il professore arriva tardi, ribellatevi. Se legge il giornale in classe, non lasciate correre, richiamatelo alle sue responsabilità e se vi insegna qualcuno che non è all’altezza denunciatelo».

Twitter @martarosati28

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