di Mar. Ros.
Appuntamento fissato a martedì 1 dicembre alle 15, presso le ex Officine Bosco «non per celebrare il compleanno dell’accordo – chiarisce il segretario generale della Fiom di Terni Claudio Cipolla – ma per ragionare insieme del consolidamento e rilancio delle produzioni ternane e delle opportunità di crescita del sistema manifatturiero locale, nell’ottica di un nuovo modello di sviluppo territoriale». Prosegue intanto il confronto tra sindacati e vertici Sicuritalia: poca chiarezza su necessità di personale costringe a un nuovo aggiornamento alla Direzione territoriale del lavoro.
‘L’industria ternana oltre la crisi’ Questo il titolo dell’incontro pubblico organizzato dal sindacato delle tute blu ternane. L’evento sarà aperto dalla proiezione del video ‘Sinfonia d’Autunno – I bardasci di viale Brin’, regia di Pino Bertucci. Seguirà il dibattito con la relazione introduttiva di Cipolla, , il saluto del sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e l’intervento di Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil Umbria. A seguire, il giornalista de “l’Unità” Massimo Franchi coordinerà una tavola rotonda tra Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, Pierangelo Albini, direttore area Lavoro e Welfare Confindustria, Teresa Bellanova, sottosegretaria ministero del Lavoro e Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom Cgil.
Cipolla «È passato un anno dal sofferto accordo ministeriale per la Ast ThyssenKrupp di Terni – riflette il segretario -, un accordo difficile arrivato al termine di una durissima vertenza, ma che ha evitato licenziamenti, significativi ridimensionamenti e il conseguente pericolo di chiusura di impianti nella più importante realtà produttiva dell’Umbria. Restano però tante questioni aperte sulle quali confrontarsi e intervenire, vorremmo provare a ragionare su sistema manifatturiero, sviluppo, infrastrutture, investimenti, appalti e ambiente con l’obiettivo di difendere l’occupazione e creare nuovo lavoro».
Lo sfogo social Gli argomenti, di sicuro, non mancheranno, anche perché la paura dei lavoratori non è più solamente palpabile, ma è anche scritta. Nulla di ufficiale per carità, ma del resto Facebook chiede ‘a cosa stai pensando?‘ e se un delegato Fiom scrive «Quando i vertici capiranno la loro totale negligenza e incapacità gestionale sarà tardi», oltre a gridare «Vergogna» alle istituzioni, è la dimostrazione, casomai ce ne fosse bisogno, che le cose non vanno alla grande. Tra i commenti al post sul social network compare: «Nella nostra realtà lavorativa, mai si era vista una situazione così ‘strana’ e la cosa non mi piace. Io ho paura, paura per questo lavoro che è l’unico che abbiamo e che ci permette di vivere e far vivere le nostre famiglie e i nostri figli. 13 anni fa pensavo di essere stato fortunato ad avere un posto così, oggi non ne sono più sicuro ma ormai è andata. Tutti noi abbiamo fatto il possibile e anche di più per difenderlo insieme ai nostri diritti. E cosa abbiamo ottenuto? Niente, abbiamo solo perso tanto, troppo e non si sa quando finirà».
Cesar group Servirà un nuovo incontro, in questo caso non pubblico, per fare il punto sul delicato passaggio di appalto della vigilanza privata da Cesar group a Sicuritalia. Venerdì sul tavolo dell’ispettorato provinciale del lavoro, i sindacati si aspettavano le Carte col dettagliato schema delle maestranze previste dal capitolato Ast, pare invece che le comunicazioni da parte dell’azienda che subentra a Cesar siano ancora verbali. Secondo quanto si apprende, non è stato ancora specificato di quante guardie armate e di quanti portieri abbia bisogno lo stabilimento siderurgico (e in quali portinerie) rispetto alle nuove direttive. Le certezze sono sempre le stesse: 12 lavoratori ex Cesar assunti da Sicuritalia e 16 in cassa integrazione. Gli interrogativi invece sono diversi, per avere un quadro più chiaro, le parti torneranno a sedersi al tavolo la settimana prossima.
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