di Daniele Bovi
Principalmente in Umbria, poi in misura nettamente minore in Lazio e in Sicilia. Il giorno dopo il commissariamento di Gesenu e Gest che riguarda gli appalti in essere (il nuovo ad e il cda invece continueranno tranquillamente a lavorare) emergono anche i dettagli a proposito dei contratti finiti nel mirino della prefettura di Perugia. Per quanto riguarda Gesenu, sono commissariati gli appalti di cinque comuni e di quattro aziende sanitarie e ospedaliere umbre; calcolatrice alla mano, oltre 139 milioni di euro, dato che manca il valore di quello dell’Azienda ospedaliera di Terni. Per quanto riguarda la sanità si tratta delle gare assegnate a suo tempo dall’Agenzia Umbria sanità, contratti di cinque anni tutti scaduti tra maggio e settembre 2015, ma che contenevano la possibilità di un rinnovo biennale con obbligo per l’azienda di aderire.
Gesenu Per Usl Umbria 1 e 2 si tratta di appalti per il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti: 1,175 milioni di euro per l’ex Asl 1 Città di Castello e 1,252 milioni per l’ex Asl 2 Perugia. Quanto all’USL Umbria 2, per l’ex Asl 3 l’appalto vale 1,093 milioni di euro e per l’ex Asl 4 1,411 milioni. Sostanzioso il contratto tra Gesenu e l’Azienda ospedaliera di Perugia, che vale 6,5 milioni di euro mentre, come accennato, manca l’importo di quello dell’Azienda di Terni. Gesenu ha poi importanti appalti nel Lazio, che da soli valgono oltre 100 milioni di euro: quello con il Comune di Viterbo (49,7 milioni) per la raccolta e il trasporto di rifiuti e la nettezza urbana, e il servizio integrato di igiene urbana in quello di Fiumicino per 55,2 milioni di euro. Il primo scade il 16 settembre del 2018 e il secondo il 28 febbraio del 2019. Da aggiungere ai lavori svolti nel Lazio l’appalto di Montefiascone (Viterbo), dove per la raccolta Gesenu ha vinto un appalto da 12,1 milioni di euro.
LA NOMINA DI DANTE DE PAOLIS A NUOVO AD
Umbria e Gest Venendo in Umbria, il 4 giugno del 2016 scadrà il contratto che riguarda il Comune di Umbertide (9,6 milioni di euro), uno dei comuni con la più alta percentuale di raccolta differenziata in Umbria. Sempre Gesenu è presente in Sicilia, a Gravina di Catania, dove raccoglierà i rifiuti solidi urbani fino al 31 dicembre 2015 per un importo di 1,3 milioni di euro. Ben più di 139 milioni di euro vale invece il ‘pacchetto’ Gest: in questo provvedimento il prefetto, a differenza che in quello su Gesenu, non specifica il valore degli appalti (anche se ovviamente sono stati acquisiti tutti i contratti e gli importi) ma di sicuro si può parlare di centinaia di milioni. In tutto sono 24 i contratti di servizio attivi, tutti con la medesima denominazione: «Contratto di servizio per la gestione integrata dei rifiuti urbani». I comuni umbri interessati sono, in ordine alfabetico, Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara, Castiglione del Lago, Città della Pieve, Collazone, Corciano, Deruta, Fratta Todina, Magione, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Perugia, Piegaro, San Venanzo (l’unico nel territorio della Provincia di Terni), Todi, Torgiano, Tuoro sul Trasimeno e Valfabbrica.
Presidio e monitoraggio Nei due provvedimenti si ribadisce poi che il commissariamento servirà a «garantire un presidio e un monitoraggio costante per tutto il perdurare degli appalti, tesi ad assicurare che gli stessi proseguano regolarmente, nel rispetto dei tempi preventivati, e al riparo da qualsiasi tentativo di condizionamento criminale». Inoltre c’è da considerare la preoccupazione degli enti locali della regione, ribadita anche durante l’ultima riunione della conferenza dei servizi: un’interruzione del servizio infatti «andrebbe a incidere gravemente su diritti fondamentali costituzionalmente garantiti, evidenziando pure la direzione territoriale del lavoro il rilevante impatto che l’interruzione dei contratti in essere potrebbe determinare sui livelli occupazionali». Ad avere in mano tutti questi dossier almeno per i prossimi sei mesi saranno, come noto fin da giovedì, Antonio Mancini, Donato Maria Pezzuto e Salvatore Santucci.
I curriculum Il primo, nato a Campobasso nel 1943, una laurea in Giurisprudenza, è stato avvocato dello Stato e dal 2014 è in pensione. Attualmente è presidente di sezione della Commissione tributaria regionale della Toscana e in passato è stato amministratore straordinario della Usl 28 di Bologna nord. Pezzuto invece, classe 1968, leccese, una laurea in Economia, ha svolto e svolge numerosi incarichi giudiziari, come curatore fallimentare, commissario giudiziale, liquidatore, custode e amministratore giudiziario e così via. In più ha fatto il consulente contabile e fiscale e, sottolinea la prefettura, «ha maturato una particolare esperienza in materia di custodia, conservazione e amministrazione di patrimoni sottoposti a sequestro o confisca penale», occupandosi di patrimoni del valore di centinaia di milioni, anche in collaborazione con varie Direzioni distrettuali antimafia. Quanto al perugino Santucci, classe 1957 e una laurea anche lui in Economia, è commercialista, consulente (fu lui insieme ad altri a elaborare a suo tempo il piano di risanamento di Umbria mobilità), membro del cda di varie società, revisore dei conti e tra i vertici di Gepafin, la finanziaria della Regione.
Twitter @DanieleBovi
