Un’occasione per ripensare la stanza della torre campanaria di quel palazzo dei Priori in cui Aldo Capitini nacque e dove, anche negli anni bui del fascismo, si rifugiò. La proposta, sponsorizzata anche dal consigliere comunale del Pd Tommaso Bori, la fa la Società di mutuo soccorso di Perugia e l’occasione la fornisce il ritrovamento, fatto dal tesoriere di Radicaliperugia Andrea Maori, dei nastri in cui si può sentire la voce di Aldo Capitini nel corso del convegno che si tenne nel 1963 a Perugia. Due anni dopo la prima Marcia della pace infatti il filosofo invitò in città importanti personalità culturali dell’epoca proprio per approfondire il tema della nonviolenza. Di quei nastri, che oggi si possono ascoltare sul sito di Radio Radicale e oggetto di un convegno che si è tenuto giorni fa a Perugia, si era persa traccia fino al ritrovamento fatto negli archivi della sede veronese del Movimento nonviolento.
La proposta «Il ritrovamento dei nastri – spiega Bori -, con la possibilità di ascoltare la voce del filosofo perugino e la forze delle sue idee, ci offre l’occasione di ripensare la stanza di Capitini come luogo di commemorazione e ricordo, non di passaggio distratto. Per questo facciamo nostra la proposta della Società di Mutuo Soccorso di riportare al vuoto simbolico il luogo che ospitò Capitini, aggiungendo la volontà di farvi risuonare all’intento la sua voce e le sue idee riproducendo i nastri recentemente ritrovati».
La stanza Ma che cos’è stata, e cos’è ora, quella stanza di palazzo dei Priori? Il padre di Capitini, impiegato del Comune, era il custode della torre: «Sono nato a Perugia il 23 dicembre 1899 – ricorda lo stesso Capitini -, in una casa nell’interno povera, ma in una posizione stupenda, perché sotto la torre campanaria del palazzo comunale, con la vista, sopra i tetti, della campagna e dell’orizzonte umbro, specialmente del monte di Assisi, di una bellezza ineffabile». Nel corso degli anni poi la stanza di Capitini con il grande orologio del palazzo comunale è entrata a far parte della Galleria nazionale dell’Umbria. Un luogo suggestivo prima svuotato in memoria del filoso perugino, poi di nuovo riempito di suppellettili, computer e, infine, di quadri e statue che fanno parte dell’esposizione.
