di D.B.
Il cosiddetto ‘baratto amministrativo’ potrebbe presto vedere la luce anche a Perugia. La giunta comunale infatti, come hanno spiegato i dirigenti di palazzo dei Priori venerdì durante la seduta della commissione Bilancio dove è stato trattato, e approvato all’unanimità, un ordine del giorno di Tommaso Bori che ne chiede l’istituzione, mercoledì ha dato il via libera a una delibera grazie alla quale viene costituito un gruppo di lavoro che si occuperà della materia. Composto da vari dirigenti e coordinato dal segretario generale dell’ente, avrà il compito di individuare le modalità per dare attuazione alla legge (il decreto Sblocca Italia) che istituisce il baratto amministrativo predisponendo allo scopo un’apposita bozza di regolamento.
Che cos’è L’idea è semplice: barattare il pagamento di tasse comunali, una volta accertata l’impossibilità di versare quanto dovuto, lavorando per il proprio municipio, ad esempio aiutando a curare il verde pubblico, pulendo le strade, facendo manutenzioni o aiutando a recuperare aree e beni immobili inutilizzati. Insomma, molti di quelli che si chiamano lavori socialmente utili. Nello Sblocca Italia si dice che «i comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano».
Regolamento Per trasformare la proposta in un atto concreto c’è però bisogno di un regolamento ad hoc da parte del Comune attraverso il quale disciplinare quali sono i criteri per beneficiare del ‘baratto’, quali le possibili aree di intervento dei lavori socialmente utili e quali le tasse che possono essere pagate con questi servizi. Di certo, come hanno sottolineato i dirigenti presenti alla seduta della commissione, non i debiti pregressi «anche perché gli stessi non sono negoziabili nel sistema tributario. Nelle norme si parla, invece – è stato detto -, di mera riduzione o esenzione di tributi futuri, che devono essere strettamente connessi all’intervento di riqualificazione del territorio». Di ‘baratto amministrativo’ si è parlato nei giorni scorsi anche nel consiglio comunale di Terni, dove è stato approvato un atto indirizzo del M5S.
Twitter @DanieleBovi

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