di Chiara Fabrizi
«Stavo provando la pistola in balcone e mi sono reso conto di aver ferito qualcuno soltanto quando ho sentito le sirene». Questa la versione fornita da Giacomo Bartollini, 24 anni, ternano con piccoli precedenti, arrestato domenica pomeriggio dai carabinieri accorsi nell’abitazione di via Omega in cui risiede con la famiglia Alessandro Rossi, 41 anni, raggiunto al petto dal proiettile esploso dal giovane, residente a una cinquantina di metri, in una palazzina di strada del Ponticello.
Ferito da colpo d’arma da fuoco: fotogallery
Ventiquattrenne arrestao: video
Spara dal balcone e ferisce vicino di casa Bartollini, dunque, riferisce di un ferimento accidentale, anche se il grilletto dalla terrazza dell’appartamento in cui vive con la famiglia lo ha premuto. Stava provando la pistola calibro 7,65 che ha spiegato di aver comprato a Roma, dove è risultata rubata nell’ambito di un furto avvenuto molti anni fa. L’arma, clandestina e detenuta illegalmente, è stata rinvenuta dai carabinieri all’interno dell’abitazione del ventiquattrenne che, dopo aver esploso il colpo, ha provveduto a nasconderla. Un tentativo che gli inquirenti hanno in breve vanificato alla luce di un’intuizione balistica, ma anche della conoscenza dei soggetti orbitanti nella zona di Gabelletta, quartiere in cui è avvenuto il fatto, e delle informazioni acquisite sul posto.
Carabinieri al lavoro a Gabelletta: video
Indagini lampo I militari, infatti, compiuti i primi rilievi all’interno dell’abitazione di via Omega, dove Rossi è stato raggiunto dal proiettile mentre stava tranquillamente guardando la tv, in casa c’erano anche la moglie e il figlio, hanno subito sospettato che il colpo, dopo aver trapassato gli infissi e centrato al petto il quarantunenne, potesse essere partito dai piani più alti del condominio di strada del Ponticello, una cinquantina di metri di distanza. E in breve sono piombati nell’appartamento della famiglia Bartollini, trovando all’interno solo il figlio Giacomo, già noto alle forze dell’ordine.
Pistola clandestina nascosta in casa La resistenza che il giovane ha opposto al tentativo compiuto dai carabinieri di entrare in casa ha confermato i sospetti, mentre l’accurata perquisizione nell’abitazione ha chiuso il cerchio intorno al caso col ritrovamento della pistola calibro 7,65 che Bartollini aveva nascosto. Ai polsi del giovane i militari hanno fatto scattare le manette, col sostituto procuratore Elisabetta Massini, titolare del fascicolo d’inchiesta, che ha formalizzato l’accusa di tentato omicidio, oltre che di detenzione illegale di arma da fuoco e ricettazione, trattandosi di arma risultata rubata.
«Volevo solo provare la pistola» In caserma Bartollini, messo sotto torchio dagli inquirenti, avrebbe poi riferito di aver esploso il colpo per provare la pistola acquistata a Roma dagli zingari, questo risulta, senza l’intenzione di ferire il quarantunenne vicino di casa. Il giovane avrebbe realizzato di aver ferito qualcuno soltanto alcuni minuti dopo quando ha sentito le sirene di ambulanza e carabinieri raggiungere via Omega. Saranno le indagini ad accertare se la versione fornita dal ventiquattrenne sia credibile, escludendo la possibilità che dietro al colpo esploso dal balcone possa invece nascondersi dell’altro. Verifiche in questo senso sono in corso, mentre sulla pistola calibro 7.65 sequestrata nell’appartamento di strada del Ponticello sarà ordinata una perizia.
Ferito in prognosi riservata Rossi, raggiunto al petto dal proiettile, è stato operato al Santa Maria di Terni da un’equipe multidisciplinare composta da cardiochirurgo, chirurgo toracico e addominale e medici anestesisti e rianimatori. L’uomo è ricoverato in Rianimazione con prognosi riservata ma le sue condizioni risultano stabili e i medici che lo stanno seguendo nel percorso terapeutico sono ottimisti. Le condizioni in cui è arrivato all’ospedale sono state nell’immediato giudicate gravissime col colpo che lo ha centrato all’emitorace sinistro provocando danni oltre che alla gabbia toracica anche all’addome.
Twitter @chilodice
