di Barbara Maccari
A tre giorni dalla chiusura della 48esima edizione del Festival delle Nazioni gli organizzatori tracciano un primo bilancio della kermesse dedicata quest’anno all’Austria ed alla Grande guerra. Più 35 per cento gli incassi rispetto al 2014 e serate quasi tutte andate sold out. Tra gli appuntamenti più apprezzati dal pubblico quello del concerto al Famedio del cimitero monumentale di Città di Castello.
Sostegno economico Tra gli organizzatori del Festival delle Nazioni dunque c’è soddisfazione grazie ai numeri di presenze e incassi. In due anni, rispetto al 2013, la manifestazione ha toccato il più 80 per cento ai botteghini. Un’edizione di grande qualità, quella del 2015, realizzata anche grazie alle risorse arrivate dal Comune e dalla Regione (oltre che dagli sponsor privati). Mancano però a bilancio le risorse statali, come ha sottolineato il sindaco Luciano Bacchetta: «Regione e Comune – ha spiegato giovedì nel corso di una conferenza stampa – hanno fatto e continueranno a fare un grande sforzo economico per sostenere il Festival, ma i finanziamenti statali sono diminuiti per un importo di 50 mila euro. L’edizione numero 48 è stata un grande successo e il Festival è cresciuto anche nella sua immagine, in passato è stato percepito come un fatto quasi estraneo alla città mentre oggi la città lo sente suo. Grande appeal e successo c’è stato tra i giovani, grazie soprattutto agli eventi organizzati al Chiostro di San Domenico».
Crescita Il presidente Giuliano Giubilei ha annunciato dati estremamente postivi: «Anche quest’anno il Festival delle Nazioni ha avuto un successo davvero importante. Già fu sorprendente il risultato dell’edizione dello scorso anno, dedicata all’Armenia. Nel 2014 infatti abbiamo avuto un boom di presenze e incassi pari al 43% rispetto al 2013. Quest’anno, rispetto al 2014 abbiamo avuto un ulteriore incremento del 35%. Naturalmente il dato non è ancora definitivo, perché è stato calcolato considerando solamente le prevendite degli ultimi tre concerti, per i quali i biglietti sono ancora in vendita. I dati attestano dunque che il Festival delle Nazioni continua ad essere in grande crescita».
LE NOTE DI SCIARRINO PER BURRI
Eventi «Sono particolarmente soddisfatto – prosegue Giubilei – anche perché siamo riusciti a vincere la scommessa del concerto anteprima alla Basilica di Monte Santo, in territorio sloveno. Abbiamo scelto di far fare da apripista a un’orchestra composta da musicisti sloveni, carinzi e italiani, la SFK Euro Symphony, e anche in quella occasione la risposta della gente del posto è stata davvero importante. Un grande successo ha riscosso la serata al Famedio del cimitero comunale per la quale in molti ci hanno richiesto una replica, cosa non attuabile ora ma cercheremo di realizzarla in futuro. Gli altri due eventi clou, il concerto di Bregovic e la prima di Sciarrino per il centenario Burri sono stati un grande successo di pubblico e critica».
Sponsor «Un altro segnale della vitalità del Festival – ha concluso il presidente del Festival – è il fatto che oltre al contributo storico e insostituibile delle istituzioni, la nostra proposta comincia ad interessare un numero sempre più grande di aziende importanti: quest’anno abbiamo avuto conferme e nuove sponsorizzazioni da parte di aziende di livello internazionale che danno sicuramente maggiore credibilità al nostro Festival. Se aziende di questa portata ci scelgono vuol dire che il nostro progetto piace ed è coinvolgente».
Musica e crisi «Già da qualche anno la musica da camera soffre – ha spiegato Aldo Sisillo, direttore artistico del Festival delle Nazioni – c’è una pericolosa tendenza alla predilezione verso i grandi eventi. Noi pur non ospitando grandi orchestre riusciamo a costruire percorsi e progetti. L’aumento del pubblico è allora un dato particolarmente interessante perché dimostra ancora una volta che in tempo di crisi, non è vero che la gente non è interessata alla cultura. Non è vero perché è soprattutto in tempo di crisi che si sente la necessità di discutere della nostra identità. È interessante vedere eventi come quello al cimitero di Città di Castello grazie al quale il pubblico ha avuto un’occasione per riflettere sulla propria storia. La cultura ci permette di riflettere su nostro passato e sulla nostra identità e capire il presente. E se proponiamo percorsi intellegibili, il pubblico risponde».
Edizione 2016 Qualche anticipazione è arrivata anche sull’edizione numero 49 del 2016: il paese ospite sarà la Francia del periodo tra ‘800 e ‘900, la Parigi prebellica, della belle èpoque, dell’esotismo. In più si cercherà poi di realizzare altri eventi in collaborazione con la Fondazione Burri visto il successo del binomio in questa edizione.
