di Noe.Mat. e Chia.Fa.
Il ‘no’ del Comune di Terni è ufficiale: non si farà nessun passo indietro sulle posizioni già prese, contrarie a qualunque conversione, modifica o ampliamento degli impianti cittadini di termovalorizzazione. L’ente ha ufficializzato il parere martedì in tarda mattinata, attraverso la delega firmata dal sindaco Leopoldo Di Girolamo a margine della conferenza dei servizi che si è tenuta in Provincia, tra i presidi dei cittadini e del comitato No Inceneritori.
Presidio di Palazzo Bazzani: fotogallery
Fabio Neri del comitato No Inceneritori: video
Conferenza servizi inceneritore Acea Oggetto della conferenza è stata la richiesta di Acea di bruciare nell’inceneritore Aria, oltre al pulper di cartiera, anche frazione secca dei rifiuti solidi urbani. Ad organizzare la manifestazione di martedì mattina il comitato No inceneritori, affiancato dal M5s rappresentato dal consigliere regionale Andrea Liberati. Ad accomodarsi all’incontro, oltre ai tecnici degli enti coinvolti, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e il prefetto Gianfelice Bellesini. Nella serata di lunedì, la giunta regionale attraverso una nota stampa aveva reso di noto di aver deliberato la convocazione di «una riunione istituzionale e tecnica, alla quale parteciperanno Comune, Provincia, Arpa ed Aziende Sanitarie, per avviare una valutazione complessiva delle problematiche ambientali di Terni».
Proteste e Andrea Liberati (M5s): video
Marini: «Subito riunione tecnica» Sulla doppia conferenza servizi, a quella di martedì sulla richiesta di Acea, seguirà venerdì l’altra per l’inceneritore ex Printer, oggi Terni biomassa della Tozzi holding, è intervenuta anche la presidente Catiuscia Marini: «La Regione ritiene indispensabile che una questione così delicata come quella delle autorizzazioni ambientali, ed in particolare in materia di trattamento termico dei rifiuti, sia accompagnata da ogni precauzione, al fine di conseguire un miglioramento dello stato della qualità dell’aria dell’intero territorio del Ternano, già particolarmente sensibile. È arrivato il momento che ogni singola autorizzazione sia preceduta da una verifica attenta e scientifica, che tenga conto della realtà complessiva e che dunque, attraverso tutti i supporti tecnici indispensabili, chiarisca con certezza se su quel territorio si possa procedere con ulteriori impianti di smaltimento o se invece è il caso di fermarsi, per questo motivo prossimi giorni avremo un incontro con gli enti interessati perché – conclude la presidente – il problema non è relativo alla correttezza formale dell’autorizzazione di un singolo impianto ma è quello, molto più importante, della sostenibilità ambientale e della vivibilità di un intero territorio che deve essere garantita e salvaguardata».
Presidio del comitato No inceneritori La delibera della giunta regionale e l’intervento della governatrice dell’Umbria sono arrivate alla vigilia della prima conferenza servizi, col comitato No inceneritori che non ha tardato a replicare alla posizione di Palazzo Donini attraverso le parole di Fabio Neri: «La Regione ieri sera (lunedì, ndr) ha diramato un comunicato dicendo in una buona sostanza stop a nuove autorizzazioni e annunciando la convocazione di una riunione con tutti gli enti. Ma finora dove sono stati? Fin da stamattina (martedì, ndr) Arpa, Asl e il sindaco Leopoldo Di Girolamo, massima autorità in campo sanitario, possono esprimere parere negativo alla richiesta di Acea. Per questo ci chiediamo a cosa serve una nuova riunione in Regione?».
Neri: «Sono rifiuti speciali mascherati da urbani» Sempre Neri a Umbria24 afferma: «Oggi si affronta la richiesta presentata da Acea lo scorso anno di bruciare oltre al pulper di cartiera anche altri rifiuti speciali, mascherati come urbani, perché questi rifiuti speciali non sono altro che la parte secca residua dei rifiuti urbani dopo il passaggio in impianti di trattamento, che proprio in virtù di questo trattamento, cessano di essere qualificati come rifiuti urbani e quindi vincolati al territorio regionale di origine, ma possono invece circolare liberamente per tutto il territorio nazionale in quanti rifiuti speciali. Ci aspettiamo che il Comune di Terni sia qui con un parere negativo».
Il ‘no’ del Comune di Terni A seguito della riunione in Provincia, Palazzo Spada ha espresso e sottoscritto il suo parere contrario rispetto alla riaccensione dell’impianto di termovalorizzazione Aria srl di Maratta. «Come è noto – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente, Emilio Giacchetti – il passaggio di questa mattina alla conferenza dei servizi è di tipo procedurale, in quanto la valutazione di merito avverrà nella conferenza dei servizi che la Regione a sua volta si appresta a fissare, ma noi come Comune abbiamo voluto esplicitare fin da subito il nostro parere, dando innanzitutto un mandato ben preciso alla nostra rappresentanza nell’ambito della conferenza di oggi. Si tratta di un atto di estrema chiarezza di coerenza con quanto finora dichiarato da questa amministrazione comunale in tutti i contesti amministrativi e politici, cioè che il nostro territorio non può sopportare ulteriore carichi di incenerimenti e che anzi quelli esistenti vanno sensibilmente ridotto e in prospettiva azzerati». Nella delega firmata dal sindaco Di Girolamo e rappresentata dal dirigente all’Ambiente, si riprende quanto deliberato dal consiglio comunale nell’atto di indirizzo approvato il 21 gennaio 2015 che recita, tra l’altro, «[…] per quanto riguarda gli impianti di termovalorizzazione e/o incenerimento, ferma restando la definitiva chiusura di quello di pertinenza dell’Asm, prendendo atto che la città di Terni per una serie di fattori non è nelle condizioni di subire ulteriori elementi che appesantiscono il bilancio relativo alla qualità dell’aria, nel rispetto delle prerogative dei soggetti preposti, si esprime una posizione negativa, per ipotesi di conversione e/o modifica-ampliamento del ciclo di termovalorizzazione per gli impianti esistenti e per nuove centrali di termovalorizzazione […]».
Liberati: «Si decidono sorti incenerimento prossimi 30 anni» Al presidio di Palazzo Bazzani ha partecipato anche Liberati: «Questa protesta è in linea coi nostri valori, siamo di fronte a crisi ambientale molto estesa che non interessa solo Terni e oggi siamo qui perché si stanno decidendo le sorti dei prossimi 30 anni in merito all’incenerimento rifiuti. Come M5s ribadiamo un no secco a questa prospettiva di sviluppo inesistente, che vede aziende arrivare a Terni e godere di una sorta di favoritismo ambientale socio politico controproducente, visto che siamo 92esimi in Italia per attrattività degli investimenti. In questo senso – conclude il consigliere regionale – dobbiamo farci delle domande, questa azienda come altre non creano posti di lavoro, distruggono ambiente, determinano impoverimento sotto il profilo sanitario tutto ciò genera ulteriori costi per il sistema, ma tutto questo a cosa serve?».
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