di Chia.Fa.
C’è anche l’intervento del ministero dell’Ambiente sulle modifiche alla sosta e alla viabilità che a giugno hanno interessato il Piano Grande del Castelluccio. Da Roma lo scorso 17 agosto è partita una richiesta di verifica degli adempimenti relativi indirizzata dal Comune di Norcia, Regione Umbria ed Ente Parco nazionale dei Monti Sibillini.
Castelluccio, ministero Ambiente chiede lumi A rendere nota la missiva del ministero sono direttamente le associazioni ambientaliste che si sono attivate con l’intento di accertare se lo spostamento delle aree di sosta nel Piano Grande, l’istituzione dei sensi unici e del servizio navetta sia stata sottoposto alla Valutazione di incidenza ambientale e abbia ottenuto il nullaosta dell’Ente Parco nazionale. Le misure in questione sono state varate con ordinanza sindacale e contestualmente presentate come primi provvedimenti utili a compiere una serie di valutazione in vista della definizione del Piano ambientale di mobilità sostenibile (Pams).
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Alemanno: «Gli mandiamo le carte» Il primo cittadino di Norcia, Nicola Alemanno, ha confermato a Umbria24 la nota inviata dal ministero dell’Ambiente e assicurato: «Abbiamo seguito tutte le procedure previste per interventi che non hanno comportato l’apertura di nessun cantiere, bensì semplicemente lo spostamento dell’area di sosta auto dal centro del Piano Grande al fondo, per eliminare quella macchia di vetture che riteniamo impattante». In questo senso il sindaco spiega che analoga operazione è prevista nel Pams anche per il nucleo di servizi che tuttora insiste al centro del Piano Grande di Castelluccio, dove c’è un bar, l’area di sosta camper e il maneggio.
Piano mobilità agli sgoccioli Il piano di mobilità sostenibile è alle battute finali della progettazione preliminare, tanto che Alemanno è pronto a presentarlo per i primi di settembre al ministero dell’Ambiente «perché – dice – la gestione di un sito come il Castelluccio non è un problema del Comune di Norcia, né della Regione Umbria, ma dell’Italia e dell’Europa». Il documento, che prevede una serie di interventi a tutela dell’area da realizzare in non meno di cinque anni, sarà poi partecipata alle associazioni: «Anche a quelle – dice il sindaco – che fanno ambientalismo solo la domenica, a differenza nostra che il Piano Grande lo viviamo tutto l’anno». L’attenzione resta alta, anche perché il primo cittadino è pronto ad avanzare una richiesta milionaria al ministero e all’Europa.
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