Liberati e i consiglieri di fronte al consiglio regionale (foto Umbria24)

di Daniele Bovi

Armati, si fa per dire, di scope e rastrelli «per dare una bella ripulita al consiglio regionale». È questa la scena a cui hanno assistito le persone che intorno alle 11 di mercoledì si sono trovate a passare di fronte a palazzo Cesaroni, sede dell’assemblea legislativa. A inscenare la protesta i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, guidati dal candidato presidente Andrea Liberati: «Vogliamo dare – ha detto – una bella ripulita al consiglio regionale, a questa melassa indistinta fatta di destra e di sinistra che poi vota delibere in Ufficio di presidenza del tutto inadeguate e inaccettabili a livello di pubblica opinione e a livello di decenza politica, civile ed istituzionale». I rastrelli invece stanno lì a simboleggiare che «sono stati rastrellati soldi e continuano a farlo, ma è arrivato il momento di finirla».

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La delibera Nel mirino di Liberati in particolar modo c’è una delibera dell’Ufficio di presidenza del consiglio regionale scaturita da un articolo della legge con la quale, nel dicembre 2011, il consiglio regionale ha abolito i vitalizi a partire però dalla legislatura che si sta per aprire. Con l’articolo 3 si dà infatti la possibilità, ai consiglieri cessati dal mandato o a quelli uscenti (purché abbiano versato almeno 5 anni di contributi) di scegliere tra due opzioni: aspettare qualche anno e incassare il vitalizio oppure «richiedere la restituzione in un’unica soluzione dei contributi complessivamente versati». «Negli ultimi giorni – attacca Liberati – i consiglieri regionali con una leggina apposita e segreta si sono attrezzati a farsi liquidare milioni di euro di vitalizi in un colpo solo e questo scandalo secondo noi deve finire».

Somme ingenti Secondo il candidato presidente, «si parla di somme attorno o superiori ai 300 mila euro per eletti con due legislature alle spalle, per non parlare poi di chi ne avesse tre o più. Il problema però sono le risorse, «che non ci sono affatto per i molti che prevedibilmente, grazie a tale leggina, reclameranno i contributi». «Al reddito di cittadinanza – sintetizza Liberati – dicono di no, mentre ai vitalizi sì e questo non è possibile, è una vergogna. Noi vogliamo mettere in campo tutta la pressione politica e mediatica possibile per cancellare definitivamente queste regalie».

Twitter @DanieleBovi

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