di Daniele Bovi
Un acconto una tantum, a parziale rimborso di quanto non incassato dai pensionati italiani nel 2012-2013 a causa del blocco dell’indicizzazione per le pensioni sopra i 1.500 euro (si parla di importi lordi) voluto dal governo Monti e bocciato nei giorni scorsi dalla Corte costituzionale. Dopo un’ora e mezzo di consiglio dei ministri il premier Matteo Renzi ha annunciato il via libera al decreto che contiene quello che ha ribattezzato il «bonus Poletti». Ad essere interessati, secondo i dati Istat, saranno circa 85 mila umbri, ovvero tutti quelle persone che ogni mese incassano una pensione lorda tra i 1.500 e i 3 mila euro.
I rimborsi In media il rimborso sarà pari a 500 euro, variabile a seconda dell’entità dell’assegno percepito. Qualche esempio: chi percepisce una pensione di 1.700 euro lordi avrà diritto a un bonus da 750 euro. Chi prende invece 2.200 euro lordi avrà 450 euro, mentre chi percepisce 2.700 euro lordi avrà 278 euro. La media, come detto, è di 500 euro. Il rimborso verrà erogato il primo agosto e costerà 2,18 miliardi di euro, che arrivano in gran parte dal famigerato “tesoretto” di 1,6 miliardi ricavato dalla differenza tra deficit tendenziale e deficit programmato. Dal bonus vengono esclusi oltre 13 mila pensionati umbri, quelli cioè che incassano oltre 3 mila euro lordi al mese, categoria nella quale in Italia figurano all’incirca 650 mila persone.
Le novità Se si volesse restituire tutto a tutti, ovvero procedere alla totale integrazione degli assegni superiori a tre volte il minimo (1.486 lordi al mese nel 2011, quelli a cui si è applicato il blocco) servirebbero quasi 18 miliardi di euro. Altre novità importanti poi ci sono per i pensionati italiani. Il governo infatti ha annunciato che dal primo giugno le pensioni saranno pagate il primo di ogni mese e che dal 2016 saranno erogate anche le rivalutazioni. Qualche esempio: chi guadagna 1.700 euro lordi avrà 180 euro di rivalutazione all’anno, cioè 15 euro al mese. Per gli assegni da 2.200 euro lordi ci saranno 99 euro l’anno, ovvero 8 euro al mese. Per quelli da 2.700 invece sono 60 euro all’anno, cioè 5 euro al mese.
I numeri In Umbria, sempre secondi i numeri Istat aggiornati al 2012, le persone che incassano tra 1.500 e 1.749 euro sono 27.232, 19.532 tra 1.750 e 1.999 euro, 15.986 tra duemila e 2.249 euro, 10.939 tra 2.250 e 2.499 e, infine 11.736 tra 2.500 e 2.999 euro. Opposizione e sindacati sono pronti a dare battaglia sul bonus e lunedì pomeriggio a Perugia Nichi Vendola, in città per un evento a favore del candidato Pd Catiuscia Marini, ha detto di essere «rimasto francamente allibito dinanzi al megaspot berlusconiano che Renzi ha fatto nell’Arena di Giletti. La sua è un’operazione molto spericolata, del tutto propagandistica mentre la sentenza della Corte costituzionale dice una cosa per me fondamentale».
Vendola e Sereni «Non si possono – ha chiuso – adoperare le ragioni di bilancio per radere al suolo i diritti sociali consolidati e credo che su questo occorra riflettere». Giudizio radicalmente opposto da parte della vice presidente della Camera, la folignate Marina Sereni: «Leggeremo con attenzione – dice – il decreto approvato oggi dal Governo per quanto riguarda i rimborsi ai pensionati a seguito della mancata indicizzazione negli anni 2012 e 2013. Le informazioni fornite al termine del Cdm confermano un impianto che a nostro avviso è completamente in linea con la sentenza della Consulta e tiene conto delle risorse disponibili secondo un principio di equità».
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