di Daniele Bovi
Interesserebbe oltre il 30 per cento dei pensionati umbri il rimborso annunciato domenica dal premier Matteo Renzi dopo che, nei giorni scorsi, la sentenza della Corte costituzionale ha giudicato illegittima la sospensione per il biennio 2012-2013, voluta dal governo Monti, della rivalutazione all’inflazione delle pensioni oltre i 1.500 euro. Stando a quanto riferito dal premier il primo agosto i pensionati che incassano meno di tremila euro al mese riceveranno un bonus una tantum di 500 euro. In Umbria secondo i dati Istat (aggiornati alla fine del 2012) le persone che incassano un assegno mensile (si parla di importi lordi) da 1.500 fino a tremila euro sono quasi oltre 85 mila (85.425) e rappresentano oltre il 31 per cento del totale dei pensionati umbri.
Il bonus Questo significa che il primo agosto nelle tasche di queste persone potrebbero arrivare, ipotizzando un bonus uguale per tutti (anche se in realtà probabilmente ci saranno scaglioni) all’incirca 42,7 milioni di euro. «Nessun pensionato – assicura il presidente del consiglio – perderà un centesimo. Ma ora scriveremo una nuova norma che metterà il tasca il primo agosto 500 euro a 4 milioni di pensionati». Certo, non si tratta di un rimborso totale, per il quale servirebbero ben 18 miliardi di euro e non i due («che mi ero tenuto per misure contro la povertà») del famigerato ‘tesoretto’ che verrebbe usato per il bonus agostano. Per avere la certezza che dalle parole si passerà ai fatti però bisognerà aspettare ancora qualche ora: lunedì infatti il bonus-rimborso arriverà in Consiglio dei ministri e la questione si dovrebbe chiudere.
I numeri Il blocco dell’indicizzazione ha coinvolto in Italia circa 6 milioni di persone, ovvero quelle con una pensione superiore ai 1.500 euro mensili lordi. Tornando ai dati che riguardano l’Umbria, per quanto riguarda le fasce di reddito quella più numerosa è quella tra i 500 e i 750 euro (43.636 persone), seguita da quella tra mille e 1.249 euro (37.215), da quella tra i 750 e i 999 euro (33.370) e da quella tra i 1.250 e i 1.499 euro (32.579). In termini percentuali questi numeri significano che 38 pensionati umbri su cento guadagnano al massimo fino a mille euro mentre quelli che incassano un assegno mensile da oltre tremila euro sono 13.070, ovvero il 5 per cento. Complessivamente inoltre le persone che guadagnano fino a 1.500 euro sono 173 mila.
Le reazioni L’annuncio di Renzi ha ricevuto dure critiche e qualche timida apertura. Tra le prime vanno annoverate quelle dell’altro Matteo della politica italiana, ovvero Salvini, che minaccia di bloccare il parlamento «se non si risarciranno tutte le pensioni», e quelle di Renato Brunetta: «Se Renzi – dice – restituisce solo 2 dei 18 miliardi dovuti, vuol dire che gli altri 16 li toglie dalle tasche dei pensionati. È un imbroglio inaccettabile». Tra le seconde invece vanno annotate quelle dello Spi-Cgil, il sindacato dei pensionati: «Bene – spiegano in una nota i pensionati del sindacato di Susanna Camusso – che si parta dalle pensioni medio basse ma Renzi non se la può cavare con un bonus una tantum». Diversa la posizione dei consumatori: «Se entro fine mese – minaccia l’Adusbef – l’Inps non pagherà scatteranno le azioni legali e i decreti ingiuntivi per l’esercizio dei diritti dei pensionati».
Twitter @DanieleBovi
