Subito un logo e un pay-off per Spoleto capitale italiana della cultura 2016 o 2017. Ma anche l’avvio di percorsi interdisciplinari e multiculturali a cominciare dal coinvolgimento delle scuole e strategie di comunicazione di ampio respiro che puntino sulla mobilità alternativa e la tradizione di arti e mestieri.

Spoleto capitale italiana della cultura Queste le indicazioni raccolte sabato pomeriggio dall’amministrazione comunale che, dopo aver annunciato la candidatura, ha incontrato le associazioni di categoria e tutte le realtà culturali attive in città per presentare l’operazione e recepire suggerimenti utili alla definizione del dossier che andrà presentato dal ministero per i Beni, attività culturali e turismo entro il 31 marzo.

Logo, slogan e mobilità alternativa Alla chiamata del sindaco Fabrizio Cardarelli hanno risposto decine di operatori che per tutto il pomeriggio si sono confrontati a palazzo Mauri, mettendo sul tavolo proposte. Tra queste, per l’appunto, la creazione e ideazione di un logo e di uno slogan legato alla candidatura per dare visibilità alla scommessa di Spoleto capitale italiana delle cultura. Poi largo all’accoglienza turistica, percorsi interdisciplinari e multiculturali, strategie di comunicazione di ampio respiro, valorizzare la grande tradizione delle arti e mestieri, fino all’utilizzo della mobilità alternativa come grande occasione per liberare piazze e vie dalle auto e valorizzare compiutamente spazi e monumenti.

Fabrizio Cardarelli Ad aprire i lavori erano comunque stati una serie di interventi di rappresentanti istituzionali e amministratori comunali, tra cui il senatore Stefano Lucidi (M5s). In particolare il sindaco Cardarelli è tornato a parlare di «un’occasione preziosissima che Spoleto, caratterizzata dalla sua storia millenaria e delle sue straordinarie emergenze artistico-culturali, non poteva non esserci. La candidatura a capitale italiana della cultura – ha affermato – non è solo una scommessa da vincere, lavorando insieme, con tutti gli attori sociali della città ma anche un laboratorio di idee che dobbiamo portare avanti insieme per disegnare il nostro futuro, un momento di condivisione e di confronto cruciale per lo sviluppo strategico della città».

Confronto a palazzo Mauri Già, perché se l’obiettivo dell’incontro, alla luce della manifestazione di interesse del Comune di Spoleto era la condivisione di idee, progetti ed iniziative per la candidatura a capitale italiana, dall’altra l’appuntamento ha rappresentato un’ottima base per la progettazione pubblico-privato, anche in vista della partecipazione a bandi comunitari che si stanno seguendo per attrarre nuovi finanziamenti.

Iter candidatura Del dossier si occuperà il gruppo di lavoro guidato dalla dirigente alla cultura, Antonella Quondam Girolamo, e composto dal segretario generale, Mario Ruggieri, l’esperto in europrogettazione Sandro Frontali e tutti i dirigenti di Palazzo, oltre a tutti quei soggetti pubblici e privati che condivideranno la anifestazione di interesse. «Dopo la scadenza del 31 marzo – ha aggiunto la Quondam – entro il 30 aprile una giuria selezionerà un massimo di 10 progetti finalisti, che verranno chiamati a presentare un secondo, dettagliato e approfondito dossier di candidatura entro il 30 giugno, tra questi verranno proposte due città Capitali italiane della cultura per il 2016 e il 2017, che godranno ciascuna di un finanziamento fino a un milione di euro per la realizzazione delle attività».

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