«Non c’è traccia del 50% dello stipendio mancante, promesso per la data del 5 marzo» – questa la cattiva notizia che arriva dai lavoratori della K4up. Migliori quelle che provengono dai colleghi della Overing per i quali almeno la paga di gennaio è stata erogata. L’astensione dal lavoro intanto prosegue, protestano anche le lavoratrici incinte, le quali non hanno diritto neppure alla maternità (Le foto)
Tk-Ast La situazione, dunque, non accenna a migliorare e la tensione resta alta così come l’attenzione di istituzioni, sindacati e gruppi politici. Venerdì, in una nota, le rsu di Ast hanno espresso solidarietà e supporto alle lavoratrici e ai lavoratori del call center «che – scrivono nel comunicato – stanno affrontando una legittima protesta a salvaguardia dell’occupazione e del salario, che in parte gli viene negato. Le rappresentanze sindacali di Tk-Ast – si legge ancora nella nota – auspicando un buon esito della vertenza, confermano la propria disponibilità ad affiancare e sostenere le iniziative di lotta che i lavoratori intenderanno mettere in atto».
Casapound Al fianco degli operatori del terzo call center d’Italia si è schierato anche Casapound. Come scrive il responsabile ternano del movimento, Piergiorgio Bonomi il sostegno sarà morale ma anche pratico: «Forniremo generi di prima necessità e materiali logistici per eventuali presidi da effettuare nei prossimi giorni di protesta. La priorità – afferma Bonomi – è quella di difenderei i posti di lavoro di entrambe le aziende, K4up e Overing, e indurre la dirigenza a mettersi in contatto con la Prefettura per arrivare ad avere certezze sul futuro dei dipendenti, che, da quanto ci dicono, devono ancora percepire lo stipendio dello scorso mese. CasaPound Terni– conclude Bonomi – metterà in moto tutti i meccanismi possibili per aiutarli, auspicando allo stesso tempo un celere intervento del Prefetto».
