di Marco Torricelli
Ilserv protagonista in questa domenica livida. Per il cielo plumbleo dal quale la pioggia scende a raffiche, ma anche per la rabbia dei lavoratori. Che hanno organizzato un’assemblea – che ha fatto registrare anche qualche tensione – nel corso della quale hanno votato un documento che, ora dovrà essere fatto proprio dai sindacati.
L’assemblea Le Rsu e circa 250 lavoratori Ilserv (l’80% del totale) hanno dato vita all’assemblea straordinaria al termine della quale è stato redatto un documento nel quale richiedono garanzie sul mantenimento degli attuali posti di lavoro, qualsiasi azienda subentrerà. Ma soprattutto nel quale si dichiarano pronti a prolungare lo sciopero ad oltranza fino al 31 dicembre bloccando tutte le attività produttive.
Il documento Ecco il testo del documento redatto al termine dell’assemblea di domenica: “Vista la poca chiarezza ‘ancora’ sui contratti scaduti e quindi sul destino dei lavoratori stessi, all’unanimità si è deciso, che a prescindere da chi avrà i contratti in futuro, la scelta dei lavoratori dovrà essere fatta (anche tenendo conto delle leggi esistenti) dentro alla forza lavoro degli attuali organici Ilserv. Ciò secondo noi stà a significare che dovranno comunque essere privilegiati i sopra citati. Portare a conoscenza le rappresentanze sindacali e parti sociali di chi sarà il nuovo gestore e/o gestori dei contratti. Considerando l’anzianità di servizio media all’interno dell’attuale forza lavoro Ilserv, di valutare bene la tipologia dei contratti da stipulare ai lavoratori (tipo contratti 3/6 mesi non idonei per le professionalità possedute dai lavoratori). Il presente documento sarà consegnato alle organizzazioni sindacali territoriali, per poi essere sottoposto a visione delle segreterie nazionali e del ministero, in occasione dell’incontro previsto al mise in data 18/11/2014. Qualunque sia l’esito della discussione in merito al presente documento, è emersa l’assoluta esigenza da parte dei lavoratori, che la risposta venga comunicata tramite assemblee presiedute dai segretari territoriali sindacali. A fronte di tutto ciò, dall’assemblea è emerso chiaramente e all’unanimità la totale indisponibilità al rientro al lavoro, se non si avranno risposte chiare sugli argomenti esposti“.
Le richieste In estrema sintesi i lavoratori di Ilserv chiedono che si faccia finalmente chiarezza – dopo le versioni contrastanti date da Tk-Ast e da Harsco-Ilserv – sulle motivazioni che sono alla base del mancato rinnovo delle maggior parte dei contratti di appalto e sulla possibile evoluzione della situazione che li riguarda. Tenendo conto del fatto che, comunque, le lavorazioni che Ast non farà più svolgere alla Ilserv sono indispensabili per garantire la marcia degli impianti all’interno delle acciaierie e che, quindi, si dovrà provvedere ad assegnarli ad altri. E qui si innesca un’altra grana. Non di poco conto.
Gli appalti Già, perché almeno alcuni degli appalti che Ast toglierà ad Ilserv – le attività interessate sono la ‘molatura bramme’, il ‘magazzino bramme’, il ‘parco rottame’, le ‘Lpn’ 1 e 2, la ‘Lac’ 10 e il ‘parco rotoli’ – potrebbero passare alla Ecoindustria; che avrebbe già svolto una sorta di preselezione, attraverso dei colloqui diretti con molti degli attuali dipendenti Ilserv e sulla quale circolano imbarazzanti voci relative a possibili intrecci con dirigenti Ast. Tutti aspetti che, ovviamente, non fanno altro che acuire una tensione che – in vista di una settimana che potrebbe essere decisiva per un accordo che potrebbe portare al riavvio degli impianti delle acciaierie ternane – i lavoratori di Ilserv chiedono che siano chiariti: «Non vogliamo essere noi gli unici a rimanere in mezzo alla strada», dicono.
In Germania Perché, tra accelerazioni e brusche frenate, l’impressione è che – davvero – quella che sta per iniziare potrebbe essere la settimana decisiva: lunedì alle 14, a Monaco di Baviera è in programma l’incontro tra le rappresentanze sindacali europee – con la presenza dei vertici di quelli nazionali e terriroriali ternani – e il board di ThyssenKrupp: «Verificheremo se è davvero possibile un cambio di strategia sull’inox – dicono i sindacalisti – ma anche se sono possibili investimenti concreti su Ast, così da puntare ad una produzione di 700 mila tonnellate di ‘freddo’ all’anno (un nuovo laminatoio, da affiancare alla linea 5 che verrà finalmente trasferita da Torino?; ndr), perché se aumenta il ‘freddo’ deve aumentare anche il ‘caldo’ da lavorare (la produzione dei forni che Lucia Morselli vuole tenere sotto scacco per due anni; ndr)».
Le strategie Ma soprattutto si chiederanno chiarimenti sulle strategie complessive della multinazionale, visto che Ast, secondo R&S Mediobanca, ha accumulato perdite per oltre 700 milioni, 180 dei quali solo nel 2013. Ma su queste perdite, dicono i sindacati, «il costo del lavoro incide pochissimo, dato che vale poco più del 5% del fatturato complessivo». Puntando solo sui pesanti tagli che Lucia Morselli vuole operare, insomma, «difficile che Ast possa tornare in utile. Serve invece una politica di investimenti e una strategia commerciale completamente diversa da quella che si vuole attuare»
Le motivazioni della crisi Il problema, insomma, è reale, ma quello che non è stato mai – o ancora – possibile chiarire è la motivazione reale: soprattutto perché si è aggravato durante la fase di passaggio di Ast da ThyssenKrupp e Outokumpu e il successivo ritorno ai tedeschi. Dai 2,37 miliardi di euro nel 2011-2012, i ricavi sono scesi a 1,82 miliardi, con le vendite in Europa praticamente dimezzate, passando da 1,12 miliardi a poco più di 600 milioni. In buona sostanza, dicono i sindacalisti «se i tedeschi vogliono davvero il rilancio di Ast – come ha più volte ribadito l’ad negli incontri al Mise – è necessaria una robusta iniezione di risorse. E una politica aziendale meno lacunosa e ambigua».
La settimana Al ritorno dalla Germania, poi, i sindacati sono attesi dal nuovo incontro programmato per martedì mattina al Mise – nel quale il governo punta al raggiungimento di un’intesa di massima, da mettere poi a verifica con i lavoratori, ed è evidente che le eventuali garanzie ricevute da Heinrich Hiesinger, il gran capo di ThyssenKrupp – garanzie che si tramuterebbero in direttive per Lucia Morselli – potrebbero avere un peso determinante sulla piega che quel vertice potrebbe prendere.
Il Tubificio Martedì prossimo, peraltro, scade il termine dopo il quale potrebbe essere avviata la procedura di mobilità per i sette lavoratori dichiarati in esubero al Tubificio, ma «tre di loro hanno accettato l’esodo incentivato – dicono i delegati – e per i restanti quattro abbiamo chiesto che, stante la situazione, si soprassedesse dal prendere qualsiasi iniziativa, almeno fino a quando non si sarà raggiunto un accordo complessivo al Mise». Anche su questo si attende una risposta.
Stipendi di nuovo a rischio E si dovrà anche decidere, in fretta, sulla richiesta aziendale di esentare nuovamente alcuni impiegati dallo sciopero. perché «il pagamento degli stipendi di novembre richiederà il lavoro di alcune settimane da parte del personale dell’amministrazione, a partire dal suo rientro al lavoro». Tanto che un gruppo di lavoratori – che ha dato vita ad un blog (Io sto con Ast) che aggiorna costantemente i lavoratori sulla situazione – ha lanciato un appello: «Riteniamo importante da subito, la loro presenza e l’ingresso al lavoro già da lunedì, per poter iniziare tutte le operazioni necessarie all’erogazione degli stipendi per il 27 novembre, onde evitare ritardi sull’emissione».
La solidarietà Danilo Lisci, delegato dell’Associazione di promozione sociale Bethel, informa che «l’associazione realizzerà presso il centro comerciale Iperconad di Cospea la seconda raccolta alimentare straordinaria ‘pro famiglie Ast’ nei giorni di venerdì 21 e sabato 22 novembre. Saranno raccolti alimenti a lunga conservazione come pasta, solubili, scatolame, latte, biscotti, alimenti per bambini, ecc. che saranno successivamente distribuiti a tutti i lavoratori Ast e ditte terze presso la sala polifunzionale di via Irma Bandiera nei giorni di lunedì 24 novembre dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 21,30 e martedì 25 novembre dalle 8,30 alle 10,30».
Il libro Grazie alla sensibilità del suo autore, di Intermedia Edizioni e di alcune librerie, da lunedì sarà di nuovo in vendita un libro – bello e commovente – che si intitola ‘Sotto la ruggine‘ e l’intero ricavato della vendita andrà a sostegno dei lavoratori dell’Ast in sciopero. Il libro, dice il suo autore, il giornalista Gianluca Diamanti, «prova a raccontare Terni con tre storie che hanno come sfondo, o come protagonista l’acciaieria. Storie dei primi del Novecento e poi degli anni Cinquanta. Senza tanta retorica. Con le lotte e le botte, le ingenuità, i sogni e gli incubi. Che tornano sempre, specialmente oggi. Quello che facciamo – conclude – è solo una goccia, ma si fa quel che si può».
