Olio d'oliva

«Paradossalmente ma non troppo, la richiesta di olio extravergine di oliva è aumentata, nonostante la stagione disastrosa». A dirlo è un giovane imprenditore che produce olive sui colli di Assisi e Spoleto, Gianmichele Gnavolini, che ha ereditato dal padre, mancato qualche anno fa, la passione per il simbolo principale dell’agricoltura umbra. Perché è in aumento la richiesta? «Semplice, la gente si fida molto di chi nel tempo ha meritato la fiducia per qualità del prodotto e trasparenza nell’informazione. Seguendo questo stesso percorso, è giusto che il consumatore ne conosca l’origine e la lavorazione. Il tutto confermato da analisi di laboratorio che attestano la bontà del prodotto».

I particolari In altri termini, l’annata 2014 («da dimenticare», dicono compatti i produttori) vedrà gli umbri consumare olio selezionato di altre regioni limitrofe. La richiesta aumenta anche a causa della psicosi di chi pensa di rimanerne senza. «La mia famiglia ha un obbligo da rispettare, la tradizione, la correttezza verso il consumatore, per questo, preso atto che la produzione accettabile del nostro prodotto umbro non supera il 20% complessivo, mi sono messo in viaggio per l’Abruzzo, la Toscana e le Puglie, e ho acquistato prodotto selezionato, vorrei dire che con i miei collaboratori abbiamo controllato le olive. La selezione ha dato un risultato eccellente, sempre considerando l’annata ostica, irripetibile». Ricevendo più ordini, gli affari non ne hanno risentito, perché si è venduto più olio, ma il produttore intervistato è soddisfatto a metà: «l’imprenditore deve per forza di cose produrre un reddito, per le tante spese che sostiene, ma quest’anno non c’è in nessuno di noi quella gioia interiore che si prova quando sappiamo, come è stato per il 2013, che il nostro olio umbro  conferma per qualità di essere un’eccellenza».

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