di Marco Torricelli
La vertenza Tk-Ast è pesante per i lavoratori e questo è ben chiaro a tutti. Ma nel corso dell’incontro che i sindacati territoriali e le Rsu hanno avuto con i rappresentanti delle segreterie nazionali delle cinque organizzazioni di categoria è emersa con altrettanta chiarezza la volontà – oltre che la necessità – di mantenere alto il livello della protesta.
Lo striscione ‘in quota’ Intanto, però, e a proposito di altezza, la protesta dei lavoratori della Tk-Ast è arrivata anche su uno dei simboli della città: la montagna della ‘Croce’. Che poi si chiama monte Forcella di mezzo, sul quale – il 6 luglio del 1902 – venne posizionata una enorme croce – alta dieci metri e con un braccio orizzontale di 5 metri e 80 centimetri – costruita nel 1901 dalla Società degli altiforni fonderie e acciaierie di Terni (la Saffat, le acciaierie insomma). Un gruppo di lavoratori ha portato fin lassù uno striscione.
Il governo Unanime la convinzione che la trasferta fiorentina alla Leopolda abbia rappresentato una svolta nella vertenza e la sintesi delle posizioni è unanime: «Il presidente del consiglio, Matteo Renzi, è stato costretto ad impegnarsi e adesso per lui sarà impossibile defilarsi di nuovo».
I segretari Da parte dei sindacati nazionali è stata ribadita la volontà di organizzare una trasferta ad Essen, sede del quartier generale della ThyssenKrupp non appena verrà concesso l’incontro che è stato richiesto con i vertici della multinazionale: «Ma non andremo certo da soli – è stato confermato – perché con noi verrà una delegazione di lavoratori – dice Marco Bentivogli (Fim) – e potremo contare sull’appoggio dei sindacati tedeschi».
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La tenuta sociale Il tema, «è serio e deve essere ben chiaro a tutti – dice Maria Antonietta Vicaro (Ugl) – che adesso la solidarietà ai lavoratori in sciopero dovrà essere davvero concreta, perché quelle persone ne hanno bisogno». Lunedì è stato aperto il conto corrente bancario di solidarietà, presso la filiale di Unipol Banca di via Tre monumenti, che ha contribuito con un primo versamento. Chi vorrà effettuare dei versamento dovrà indicare l’Iban IT80 F031 2714 4000 0000 0005 100, indicando come casuale ‘Solidarietà vertenza Ast’.
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Vertenza lunga Anche perché, dice Mario Ghini (Uilm), «la vertenza sarà ancora lunga e i lavoratori sono giustamente preoccupati, soprattutto per le continue provocazioni della proprietà, che con il rinvio del pagamento degli stipendi ha dimostrato di non avere intenzione di gestire la trattativa in maniera corretta».
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I punti fermi Mentre da parte sindacale si ribadisce, spiega Rosario Rappa (Fiom) che «sono ben chiari i punti imprescindibili, rappresentati da un piano industriale che preveda un volume di acciaio fuso superiore al milione di tonnellate all’anno e ad una gestione dei rapporti interni regolati da un contratto integrativo giusto».
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«Linea Maginot» Anche perché per le organizzazioni sindacali, dice Paolo Di Giovine (Fismuc), «questa vertenza Ast, che vede le cinque sigle sindacali unite e compatte, rappresenta l’autentics linea Maginot della politica industriale italiana e non siamo intenzionati a cedere di un solo centimetro».
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Bellesini-Morselli Loro, i sindacalisti, non erano stati informati. Ma a fine mattinata ci ha pensato l’Ast, con un stringato comunicato, ad informare che l’ad Lucia Morselli e il prefetto Gianfelice Bellesini, alla fine, nel pomeriggio di lunedì si sono visti. Ma la nota aziendale, che ovviamente non dice una sola parola sui contenuti dell’incontro, sembra fatta apposta per fare un dispetto al prefetto. Il quale, dal canto suo, tace.
La nota Acciai Speciali Terni, vi si legge, «comunica che ieri si è svolto un incontro fra l’amministratore delegato, Lucia Morselli, e il prefetto di Terni, Gianfelice Bellesini. Si conferma che l’adesione all’incontro, richiesto dal prefetto e fissato per ieri lunedì 27 ottobre alle ore 16.30, era avvenuta già la scorsa settimana. Ast precisa di avere successivamente accettato sia la richiesta del prefetto di posticipare l’incontro alle ore 18 sia quella di effettuarlo in un luogo diverso dalla prefettura di Terni. Si conferma, infine, che l’incontro si è tenuto nel tardo pomeriggio di ieri».
Gli appuntamenti Mercoledì il ministro Federica Guidi riferirà alla Camera sull’evoluzione della vicenda, poi sarà di nuovo di fronte all’ad di Ast, Lucia Morselli: visti gli impegni presi dal presidente del consiglio dovrà chiedere che venga immediatamente ritirato il provvedimento che prevede la diminuzione dei turni nell’area a caldo dello stabilimento ternano e che è stato l’origine del nuovo sciopero ad oltranza che attualmente è in corso. I lavoratori, invece, andranno «all’ambasciata tedesca, perché le rappresentanze diplomatiche di quel Paese devono sapere dalla viva voce di chi li vive, quali sono i problemi che una loro azienda sta determinando». Alle 7,30, dieci autobus partiranno alla volta della Capitale.
Politici ‘precettati‘ La conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari e l’ufficio di presidenza del consiglio comunale, informa una nota di palazzo Spada, «sono convocati per domattina a Roma sotto la sede dell’ambasciata della Repubblica Federale di Germania per prendere parte e sostenere la manifestazione dei lavoratori dell’Acciai Speciali Terni che intendono portare la situazione della vertenza con la Thyssen Krupp all’attenzione del governo tedesco. La conferenza dei presidenti è poi riconvocata per venerdì 31 a palazzo Spada per esaminare la situazione della vertenza Ast-Tk e decidere sulla prosecuzione delle attività istituzionali».
Venerdì Nuova trasferta romana, per lavoratori e sindacalisti, visto che andranno a Montecitorio per incontrare la presidente della Camera, Laura Boldrini, che manterrà la promessa fatta ad Assisi e li riceverà alle 11,30. Venerdì, peraltro, è anche il giorno in cui dovrebbe scadere la proroga dei contratti con le ditte esterne: se non si registreranno novità e i contratti – o almeno alcuni – dovessero essere annulati, lo stabilimento rischia di essere nelle condizioni di non poter essere rimesso in marcia anche nel caso in cui i lavoratori di Ast decidessero di interrompere lo sciopero.
Forza Italia critica Il coordinamento provinciale di Forza Italia valuta «assolutamente insoddisfacente il ruolo del governo nazionale che ancora vuole evitare di prendere una posizione netta sulla vicenda e continua a mantenere quella terzietà che porta l’azienda, attraverso l’Ad Morselli, ad assumere atteggiamenti inadeguati che non fanno altro che dimostrare la assoluta volontà di attuare un piano da tutti giudicato l’anticamera della chiusura del nostro più importante sito produttivo. Forza italia ribadisce l’assoluta necessità che il sindaco e la presidente della Regione pretendano che il governo cambi atteggiamento e trovi un accordo anche attraverso tutti gli strumenti giuridici e economici necessari a mantenere la competitività del sito ternano. A tal fine il coordinamento provinciale ha deciso di invitare a Terni i parlamentari nazionali ed europei per un incontro nei prossimi giorni».
Tajani Interessante, soprattutto perché arriva adesso, il commento del vice presidente dell’europarlamento, e fino a pochi mesi commissario europeo all’industria, Antonio Tajani: «Le acciaierie di Terni – scopre ora Tajani – rischiano di chiudere per colpa delle regole della concorrenza che impediscono all’industria dell’acciaio europea di competere con quella di altre parti del mondo». Secondo lui «bisogna aggiornare le regole della concorrenza europea che garantiscono lo sviluppo del mercato interno, ma non certamente la possibilità di competere a livello globale». Insomma, l’ex commissario all’industria, chiede «un grande dibattito per dare all’Europa un nuovo percorso: meno austerità e più economia reale, meno rigore, più industria».
