di Gordon Brasco

Per capire la profondità del baratro su cui si affaccia la commedia made in Italy basti pensare che il film di Genovesi ha aperto il Festival di Roma di quest’anno. Ora non ci vogliamo accodare alla schiera dei vecchi tromboni che di fronte al programma della manifestazione si è stracciata le vesti e ha iniziato a flagellarsi lungo via Condotti, però non c’era davvero nulla di meglio per aprire una manifestazione che si autodefinisce «internazionale»? Evidentemente no ed è questo a spaventare oltre a relegare la kermesse romana al livello di sagra paesana. Genovesi («La peggior settimana della mia vita» del 2011 e «Il peggior Natale della mia vita» del 2012) ci riprova a fare il salto di qualità come regista cercando di stupire lo spettatore con una commedia surreale-grottesca, dove l’impatto visivo della scenografia, dei costumi e degli eventi dovrebbe in qualche modo divertire il pubblico… in realtà queste sono solo buone intenzioni perché il risultato è decisamente deludente. Non basta buttare in mezzo a un palco di teatro (perché il film di Genovesi è davvero teatrale) Abatantuono vestito come un carabiniere uscito dalla favola di Pinocchio per far ridere e neppure gli splendidi contributi di Ale e Franz sopperiscono a un copione in apnea; è anche vero che ci sono alcuni passaggi divertenti ma sono pochi, usciti a caso e soprattutto non tamponano il resto della narrazione che è un gigantesco vorrei ma non posso.

Incompiuto Fabio De Luigi insiste con il suo personaggio da battaglia, il ragazzo scanzonato, con la testa tra le nuvole, un po’ sfigato ma di buon cuore…temiamo che rimarrà incastrato nella sindrome di Pieraccioni, uno che è partito bene con un paio di film per finire congelato nella grafite (con tante scuse a Han Solo) in ruoli da cinepanettone che raccolgono l’entusiasmo del pubblico quanto una gara di curling. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: se fosse stata una commedia pura e semplice avremmo storto il naso ma non ce la saremmo sentiti di sconsigliarne la visione; invece qui Genovesi va oltre, si incaponisce nel voler stupire il pubblico con toni vagamente grotteschi tralasciando invece la cura della sceneggiatura. E così il risultato è un esperimento che sa di grande incompiuto, un film che poteva essere interessante mentre invece è la solita bolla di sapone italica. Volete vedere com’è una commedia grottesca davvero internazionale? Allora affittatevi «Grand Hotel Budapest» (del 2014 scritto, diretto e co-prodotto da Wes Anderson) e poi ne riparleremo.

Un film di Alessandro Genovesi. Con Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Ricky Memphis, Chiara Francini, Elisa Sednaoui. Commedia, durata 86 min. Italia 2014. Medusa.

Trama: Francesco ancora innamorato della ex Anna, che scopre essere incinta di un altro uomo, Paolo che aspetta un figlio dalla moglie ma viene assalito da dubbi in merito alla propria sessualità, la bellissima Francesca il cui ex fidanzato si è appena suicidato, Alice star di una nota soap opera televisiva e con la passione per gli uomini in divisa, Gianni e Mario, gli esilaranti fratelli legati strettamente da un incidente che costringe uno dei due su una sedia a rotelle e l’altro ad accudirlo, vivranno una notte piena di colpi di scena, alla fine della quale la vita di tutti si ritroverà irrimediabilmente cambiata.

Perugia
Gherlinda: 15.55 / 18.05 / 20.10 / 22.20
Uci Cinemas Perugia: 17.25 / 19.50 / 22.30

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Bastia Umbra
Cinema Esperia:

Terni
The Space: 16.00 / 18.10 / 20.20 / 22.30

Orvieto
Multisala Corso: 20.00 / 22.00

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