La polizia indaga sull'accoltellamento in centro

di F. M.

E’ ancora grave il tunisino accoltellato nel centro storico di Perugia martedì sera, probabilmente per questioni legate alla spartizione della piazza di spaccio. Secondo quanto ipotizzano gli inquirenti, si sarebbe trattato di un vero e proprio regolamento di conti. Il tunisino, trovato in corso Garibaldi riverso a terra con una profonda ferita da taglio in faccia, è stato inizialmente aggredito in pieno centro: il sangue era anche davanti palazzo dei Priori. Il giovane aveva una profonda e vistosa ferita sul volto.

La gente ha paura La gente ha sempre più paura di questi episodi che minano la percezione di sicurezza di chi il centro storico lo vive quotidianamente. Anche perché cose simili avvengono anche in orari in cui di persone in giro ce ne possono essere molte. Ma che fare? I poliziotti della squadra mobile di Perugia hanno arrestato 15 spacciatori solo negli ultimi giorni. Tutti pusher attivi nel centro storico della città. Tutte persone che rifornivano il mercato della cocaina e dell’eroina dell’acropoli.

La spartizione della piazza di spaccio E che, con il loro arresto hanno lasciato dei vuoti. Vuoti che devono aver subito fatto gola ad altri spacciatori. Il tunisino finito in ospedale dopo essere stato accoltellato, non ha documenti, e non aveva neanche telefoni cellulari, ma non è del tutto sconosciuto alle forze dell’ordine. Potrebbe aver tentato di far fare un salto di qualità ai suoi traffici senza però aver fatto bene i conti con gli altri. Che magari avevano fatto lo stesso pensiero.

Un giorno gli arresti il giorno dopo il sangue E intanto i perugini, o gli studenti, o i commercianti,  che comunque nulla hanno a che vedere con droga, regolamenti di conti e quanto altro gira intorno a quel mondo, si interrogano su come si possa vivere una città che un giorno viene ripulita da pusher e droga, e il giorno dopo trova per strada il sangue di quelli che si fronteggiano per prendere il posto di chi è finito in carcere.

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