La discarica di Villavalle

di Marco Torricelli

Un fatto è sempre più certo: di diossina, Pcb (policlorbifenili) e altra robaccia varia, in quello che si respira, si mangia e si beve bella ‘conca’, ce n’è in abbondanza. E dopo l’acqua e le uova ‘al veleno’ adesso arrivano le conferme anche sul latte.

LA VIDEO-INCHIESTA

Le analisi sul latte La Asl2 aveva assicurato «che i prelievi sono iniziati nel 2012 con 30 prelievi di latte con esito negativo». Solo che il ministero della salute aveva già corretto: un campione era contaminato da piombo oltre la soglia massima prevista. E adesso, in un pacco di carte alto così, c’è la conferma che anche di ‘latte al veleno’ si può purtroppo parlare.

LE UOVA AL VELENO

I documenti In sette casi (Villavalle, Macelletto di Ferentillo, Monteargento, La Romita, Strada di santa Maria La Rocca, Borgo Rivo e Piedimonte) nel latte prelevato negli allevamenti sono stati trovati dei valori di diossina e Pcb che superavano la così detta ‘soglia d’azione’: quella che, secondo la normativa in vigore, avrebbe imposto alle autorità di ricercare la causa contaminante per eliminarla. In altri quattro casi (La Romita, località Racio di Marmore, strada del Mulino e Maratta bassa), invece, i valori sfioravano la stessa soglia. Il totale fa 11, su 22 casi esaminati.

LA GALLERIA DEI VELENI

Altri casi Ma almeno in altri nove prelievi ci sono riscontri simili e si ripropone, quindi, il problema su chi – e come – sarebbe dovuto intervenire: secondo il ministero della salute «gli adempimenti successivi al riscontro di non conformità sono di competenza delle Autorità/Enti locali», mentre secondo Asl2 in questa fase i suoi obblighi sono solo di «comunicare ai titolari degli allevamenti risultati positivi, le misure da adottare»

Il Comune L’8 settembre scorso, un funzionario comunale ha comunicato ufficialmente che il Comune di Terni «non ha mai ricevuto comunicazioni riguardanti pericoli da contaminazione delle uova (di latte, ovviamente, manco si parlava; ndr) e per tale ragione non ha attivato alcun provvedimento a tutela della salute pubblica». Ma nella lettera c’è dell’altro, perché viene chiesto all’Asl2 di «fornire informazioni e se necessario proporre un provvedimento contingibile ed urgente a tutela della salute pubblica».

I provvedimenti Quelle due parole – «contingibile e urgente» – sono importanti, perché dicono che il Comune avrebbe potuto emanare un provvedimento amministrativo, un’ordinanza, con il quale sono imposti, secondo il diritto amministrativo, doveri positivi (di fare o dare) o negativi (di non fare), che può essere emanato in casi eccezionali di particolare gravità e può comportare anche deroghe all’ordinamento giuridico vigente. Solo che nulla di tutto questo è avvenuto: le uova sono state mangiate e il latte bevuto.

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One reply on “Terni, inquinamento: c’è anche il ‘latte al veleno’. Undici prelievi rivelano sostanze pericolose”

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