Bilancio, via alla due giorni del Consiglio

di Dan. Bo.

Si è aperta martedì mattina con le relazioni di maggioranza e di minoranza la sessione di bilancio del Consiglio regionale. Una manovra che se nel suo complesso dovrebbe superare senza problemi lo scoglio del voto in aula, lascia sul tappeto le patate bollenti relative alla chiusura del ciclo dei rifiuti e dei canoni di concessione per lo sfruttamento di acqua, cave e miniere. L’Idv chiede a gran voce il raddoppio dei canoni e, dopo lo stop in Prima commissione, fa sapere alla giunta che in caso di ripresentazione dell’emendamento Rometti (che anticipava a ottobre 2011, e non più a dicembre come scritto nel Piano dei rifiuti, i tempi per l’individuazione del sito per il termovalorizzatore), il duo Brutti-Dottorini potrebbe anche bocciare il Collegato alla manovra. Un’apertura, inaspettata, sulla questione termovalorizzatore è arrivata da Futuro e Libertà: il gruppo, composto da Franco Zaffini, è infatti disposto a votare con il centrosinistra «se nell’ambito della discussione odierna sulla manovra di bilancio, la giunta riproporrà l’emendamento della chiusura del ciclo dei rifiuti».

La battaglia sul termovalorrizatore Emendamento che, stando a quanto trapelato in mattinata, potrebbe essere riproposto in aula da Pd e socialisti. A quel punto si andrà alla conta. La seduta pomeridiana riprenderà intorno alle 15. L’impianto generale della manovra è condiviso, come detto e con le ben note riserve, da Prc e Idv. Sia il capogruppo dipietrista, Oliviero Dottorini, sia quello rifondatore, Damiano Stufara, hanno infatti parlato – nel loro intervento di martedì mattina – di una manovra «con più luci che ombre», riproponendo però le loro istanze sulla sollecitazione ad aumentare i canoni di concessione per le imprese che imbottigliano acqua minerale in Umbria e sulla contrarietà all’emendamento di giunta sul termovalorizzatore. Si vedrà al momento del voto se queste critiche sfoceranno in un distinguo politico rilevante dei due gruppi rispetto al resto della maggioranza.

La relazione di maggioranza La mattinata, come detto, si è aperta con la relazione della maggioranza letta dal piedino Luca Barberini: «Nessun aumento di tasse per il 2011 – ha detto Barberini -: la Regione Umbria è tra le poche a farlo per lasciare agli umbri le risorse per superare le difficoltà e alle imprese per reagire alla crisi e andare verso la ripresa».  La manovra – ha spiegato Barberini – prevede anche agevolazioni e detrazioni che, azzerando di fatto il prelievo Irap, mirano a favorire le imprese e la nuova occupazione». Fondi sono previsti anche per l’innovazione tecnologica delle imprese. Sul fronte del contenimento della spesa, sono previsti limiti ai gettoni di presenza (30 euro al giorno) per i componenti di organi ed enti regionali, insieme alla riduzione del numero dei componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società partecipate. Tetti di spesa anche per consulenze, partecipazione a convegni, sponsorizzazioni, missioni all’estero, manutenzione e noleggio di autovetture. Barberini ha voluto anche ricordare le valutazioni positive sui conti dell’Umbria attribuite dalle principali agenzie di rating, come Moody’s e Standard and Poor’s.

I tagli del governo «La parte problematica della manovra sono i tagli del Governo che comportano, per l’Umbria, minori risorse per circa 200 milioni tra il 2011 e il 2012», ha voluto ricordare Barberini. «Comunque anche per questo esercizio – ha concluso Barberini – viene mantenuto l’equilibrio di bilancio, concentrando le risorse verso interventi qualificanti, contenendo e riqualificando la spesa. Il tutto senza incidere sui contribuenti e senza diminuire gli interventi nel sociale».

La relazione di minoranza «La relazione di maggioranza non è aggiornata: persino la Marini – spiega invece durante la relazione di minoranza il portavoce dell’opposizione Fiammetta Modena – ha detto, sabato scorso, che l’Umbria è pronta per la sfida del federalismo. Quindi pensavamo che oggi si potesse parlare del primo bilancio che noi approviamo riferendosi al quadro del federalismo fiscale». «Ci sono dei passaggi in vista del federalismo che questo consiglio non può ignorare», ha ribadito la Modena, perché «l’Umbria si dovrà chiedere se con il reddito che produce può affrontare questo obiettivo con una certa tranquillità».

Modena: solita solfa sui tagli Secondo la Modena, invece, stamani la maggioranza «ha riproposto la solita solfa dei tagli del Governo, facendo finta, in Umbria, di non sapere che a Roma il Pd ha dato un contributo determinante a far procedere la scelta federalista». Sulla questione delle riforme strutturali, la portavoce di Pdl e Lega è tornata a chiedere «dove stanno i fondi per metterle in atto. Manca, tra l’altro, una previsione specifica per quelle endoregionali. Questo ci fa pensare che ci sia un passo lento e non ci sia una volontà specifica per modificare veramente le cose. E’ stata persa l’opportunità di sfruttare a questo fine il primo anno di legislatura, con una maggioranza ancora una volta attorcigliata nelle polemiche sullo smaltimento dei rifiuti». Sulla fiscalità, secondo la Modena, «è inutile ridurre l’Irap per le imprese a condizione che assumano personale a tempo indeterminato: lo sforzo andava fatto chiedendo di reinvestire in azienda. E’ un segnale che la Regione dà ma che non raggiunge l’obiettivo di favorire la ripresa».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.