È quella del giornalista Claudio Sabelli Fioretti la prima delle 60 firme che compaiono nella lettera con la quale si invita la cittadinanza a partecipare alla presentazione, in programma per lunedì sera alle 21 al teatro Turreno di Perugia, della fondazione che porta il nome di Sergio Piazzoli, morto improvvisamente nel giugno scorso. Una lettera che inizia con il titolo di una delle canzoni più belle dei Pink Floyd, «Wish you were here»: un «vorrei che tu fossi qui» rivolto non solo a Piazzoli ma anche a tutti i cittadini. Un’attività, quella della fondazione, promossa dagli amici del noto promoter perugino per conservare la memoria e continuare l’attività culturale da lui attuata in questi anni. Il Turreno riaprirà per questa unica occasione proprio per celebrare un luogo che ha ospitato, sotto la direzione di Piazzoli, molti artisti di calibro nazionale e internazionale, e nella speranza che un giorno possa ritornare ad essere l’auditorium della città di Perugia.
La lettera «La Fondazione – così inizia la lettera – nasce dall’affetto sincero e disinteressato di una moltitudine di persone che gli hanno voluto bene e l’hanno stimato per le sue capacità di promoter coraggioso, capace di assumersi i rischi connessi al suo mestiere, e per essere rimasto negli anni un uomo semplice e appassionato del suo lavoro». Una precisazione non casuale dato che nei giorni scorsi ci sono state «reazioni negative da parte delle eredi legittime del patrimonio materiale di Piazzoli». Reazioni che « forse nascono da una incomprensione o da timori infondati che si voglia usare il nome per chissà quali affari poco seri. Magari un incontro diretto potrebbe essere più chiarificatore che il comunicare tramite stampa o avvocati». Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera e i nomi dei firmatari.
Wish You Were Here
Vorremmo che tu fossi qui
La Fondazione dedicata a Sergio Piazzoli nasce dall’affetto sincero e disinteressato di una moltitudine di persone che gli hanno voluto bene e l’hanno stimato per le sue capacità di promoter coraggioso, capace di assumersi i rischi connessi al suo mestiere, e per essere rimasto negli anni un uomo semplice e appassionato del suo lavoro. Nonostante sia stato ripetuto molte volte, non tutti ne hanno capito le intenzioni e le finalità. Lo scopo dell’iniziativa lanciata da Virgilio Ambroglini e da molti altri è di realizzare uno strumento efficace per prolungare idealmente il messaggio culturale che il lavoro di Sergio Piazzoli ha lasciato. L’eredità morale che è alla base della futura Fondazione è quella di operare affinché il nostro territorio rimanga culturalmente e umanamente una comunità accogliente al nuovo e senza pregiudizi. Su questa semplice ed evidente finalità l’idea della Fondazione ha raccolto un consenso che va ben al di là dei promotori, la miglior conferma che il lavoro di Sergino ha seminato bene e, senza presunzione, siamo certi che lui ne sarebbe felice e orgoglioso. La Fondazione che nascerà, indipendentemente dal nome che assumerà, ovviamente non ha scopo di lucro. Il denaro raccolto con iniziative culturali rimarrà dentro la Fondazione e ogni socio potrà in ogni momento controllare l’uso che si farà di queste risorse. Le reazioni negative che questo progetto ha suscitato da parte delle eredi legittime del patrimonio materiale di Piazzoli forse nascono da una incomprensione o da timori infondati che si voglia usare il nome per chissà quali affari poco seri. Magari un incontro diretto potrebbe essere più chiarificatore che il comunicare tramite stampa o avvocati. I promotori del progetto ritengono che questo possa essere un punto di partenza utile per costruire una memoria storica collettiva delle generazioni che hanno operato per la cultura a Perugia e in Umbria. Per questi motivi la scelta del luogo dove presentare il Progetto non è certo casuale, il Turreno rimane il luogo che sintetizza i valori che hanno motivato il lavoro di Sergio e a cui aveva dedicato tempo e idee in questi ultimi mesi. Da lì vogliamo e dobbiamo ripartire. Appuntamento dunque al 29 settembre al Teatro Turreno ore 21.
Firmatari della lettera:
Claudio Sabelli Fioretti ,Serena Ciai, Fernando Ciai, Giulietta Mastroianni, Giovanni Tarpani, Marco Bencivenga, Massimo Monni, Luca Fedeli, Adele Bevilacqua, Anna Lia Sabelli Fioretti, Patrizia Brutti, Giorgio Pangaro, Gabriele Violini, Fulvia Angeletti, Renzo Patumi, Anna Maria Grillo, Francesco Giacopetti, Noemi Marziani, Stefania Fiorucci, Stefano Vinti, Antonino Iuorio, Vittorio Pio, Tommaso Bori, Danilo Paggi, Gianni Versiglioni, Piero Giacchè, Bruna Filippi, Alessandro Gabellini, Luciana Febbraro, Elena Pollacci, Mauro F.Cardinali, Andrea Cernicchi, Guido Roncalli, Fania Petrocchi, Fabrizio Croce, Luca Grossi, Rita Paltracca, Claudio Valeri, Clara Rainà, Patricia Sudano, Tiziana Baglioni, Daniela Ventura, Giuseppe Giulietti, Stefano Tofi, Gian Franco Alunni, Carolina Balucani, Paola Bianchini, Marco Cucchia, Fabrizio Ricci, Leonardo Malà, Carlo Pedini, Walter Verini, Fabrizio Bracco, Diletta Peducci, Maria Soave Zuccaro, Gemma Bracco, Pier Luigi Brunori, Vladimiro Boccali, Lucia Baroncini, Stefano Mazzoni, Sandro Bellu, Diego Zurli, Gabriele Violini, Maurizio Rosi, Patrizia Bovi, Matteo Svolacchia.
