L'impianto ex Printer

Rifiuti ospedalieri, oltre a quelli urbani, potrebbero «essere bruciati presto nel secondo inceneritore della Conca. Terni continua ad essere individuata come la terra del bengodi per inceneritoristi di ogni risma».

La denuncia A dirlo è il comitato ‘No inceneritori’, secondo il quale «TerniBiomassa, società ternana della holding ravennate Tozzi Spa (che ha acquisito nel 2013 l’impianto ex Printer), ha infatti presentato in Regione, ad agosto, una richiesta di Valutazione di ampatto ambientale (Via) in cui comunica che brucerà appunto rifiuti ospedalieri, fanghi di depurazione, rifiuti urbani nella forma di Cdr e altre tipologie. Comunica inoltre che dismetterà la tecnologia a pirolisi per passare unicamente alla combustione diretta dei rifiuti».

LA POSIZIONE DEL COMITATO

Le emissioni Il territorio che, dice Fabio Neri, portavoce del comitato, «grazie alle battaglie condotte da anni in città è riuscita almeno in parte a non far bruciare i rifiuti urbani all’inceneritore di Aria/Acea, si vede obbligata comunque a subire l’esposizione alle emissioni nocive di due inceneritori, a subirne insomma le ricadute negative, a maggior ragione quando questi nemmeno portano posti di lavoro».

LA ‘BICICLETTATA’ CONTRO L’INCENERITORE

Il governo Secondo il ‘No inceneritori’, peraltro, «con lo Sblocca Italia gli inceneritori vengono posti al centro della gestione dei rifiuti, a cui il governo Renzi vuole affidare senza più vincoli regionali e con procedimenti autorizzativi dimezzati i rifiuti di tutta Italia in una rete nazionale degli impianti: un efficientamento utile a garantire la certezza dei profitti alle grandi holding come Hera, Acea, A2A, che con lo sviluppo della differenziata soprattutto al centro-nord vedono diminuire il volume di rifiuti da fagocitare. In questo contesto normativo sta sicuramente il senso dell’investimento di Tozzi Holding nell’inceneritore ex Printer, impianto che peraltro non riceverà alcun incentivo pubblico alla produzione di energia, che rappresenta in generale il vero affare per gli inceneritori».

Il Comune Quello che il comitato chiede è che «il Comune sia conseguente con tutte le promesse elettorali, soprattutto con quella secondo cui l’amministrazione si sarebbe opposta nelle sedi opportune ai nuovi processi autorizzativi. L’atteggiamento sulla vicenda delle diossine nelle uova è assai emblematica di un atteggiamento che non prelude a nulla di buono. Speriamo di avere torto».

L’assemblea Di tutto questo si parlerà martedì sera alle 21, in un’assemblea convocata dal comitato ‘No inceneritori’ presso il centro sociale di Borgo Rivo: «Non solo verrà affrontato il tema delle diossine nelle uova prelevate proprio a Borgo Rivo ma anche l’ulteriore esposizione a cui la città potrebbe tornare a fare i conti. Saranno presenti Italia Nostra, il comitato di Vascigliano, Medici per l’Ambiente, per costruire insieme una piattaforma di proposte alla città sul tema della salute da contrapporre alle agenzie di tutela e protezione che non compiono, secondo il comitato, appieno i loro doveri istituzionali».

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